Sei milioni in 5 anni per una fotografia a caccia di visitatori
MODENA. Il prossimo assessore alla Cultura del Comune dovrà necessariamente occuparsi di Fondazione Fotografia, ente strumentale della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, dove il Municipio è...
MODENA. Il prossimo assessore alla Cultura del Comune dovrà necessariamente occuparsi di Fondazione Fotografia, ente strumentale della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, dove il Municipio è socio di minoranza dall'ottobre 2012. Questo anche perché nell'autunno del prossimo anno sarà eletto il nuovo Consiglio di amministrazione della fondazione CrMo e il presidente Andrea Landi, dopo due mandati, non potrà essere riconfermato nella carica.
Non è infatti un mistero che Fondazione Fotografia, diretta dal curatore Filippo Maggia, che è a Modena dal 1993 quando giovanissimo iniziò a lavorare alla Civica, organizzi mostre di rilievo internazionale. Però, a parte alcuni meritevoli casi come quello di Ansel Adams e in parte Moriyama e Weston, si tratta di rassegne purtroppo viste da un pubblico di poche migliaia di visitatori. A fronte però di spese, certo non solo dedicate alle mostre ma anche a una intensa attività didattica e collezionistica, che in totale negli ultimi cinque anni sono giunte a quota sei milioni di euro.
C'è chi si chiede se valga la pena spendere milioni di euro, come nessuno in Italia su un unico progetto e per iniziative che i curatori reputano di grande livello ma poi la gente spesso segue in misura ridotta?
I conti in dettaglio li ha fornite poco tempo fa lo stesso Landi: «Negli ultimi 5 anni - spiega il professore - abbiamo speso 2,5 milioni di euro per investire in una collezione fotografica di nomi molto importanti, mentre Fondazione Fotografia costa 800mila euro l'anno non certo solo per le mostre, ma anche per tante altre attività come i master della nostra scuola».
I nuovi responsabili di Comune e Fondazione dovranno dunque anche valutare se i milioni spesi per costituire la collezione fotografica contemporanea siano congrui al valore degli artisti. Le opere acquistate in giro per il mondo, spesso dalle gallerie di riferimento dei singoli fotografi, non sono sempre degli artisti “top” ma anche di artisti “middle career” o esordienti su cui il responsabile scientifico Maggia intende puntare.
Veniamo però alle cifre delle mostre degli anni passati, forniti dagli stessi uffici alla rivista specializzata Il Giornale dell'Arte. Nel 2013 le rassegne della fondazione dedicate a Domenico Riccardo Peretti Griva e “Flags of America” sulla nuova fotografia americana hanno totalizzato 9952 presenze l'una, ossia 95 persone medie per ogni giorno di apertura. L'anno prima è andata un po' meglio: la bella monografica su Edward Weston ha totalizzato 17413 presenze (232 al giorno) ed è stata la più vista a Modena in quell'anno, mentre “Decimo parallelo nord” ne ha viste solo 8363 (132 al giorno). Il 2011 è l'anno d'oro di Fondazione Foto: 72513 (614 al giorno) per Ansel Adams, mentre Francesco Carbonieri ne totalizza 37027 (597) e “Breaking news” ne portò 14793 (160 al giorno). E siamo al 2010: la monografica del giapponese Daido Moriyama “Visioni del mondo” arrivò a quota 21733 (418) mentre “Tre” sulla foto locale arrivò a 5535 (126 al giorno). Attualmente Fondazione Fotografia ha tre mostre aperte al Foro Boario, ma anche “Hiroshi Sugimoto. Modern Times” a Venezia alla Fondazione Bevilacqua La Masa. Questo ente fino a pochi mesi fa era presieduto da Angela Vettese, attuale assessore alla Cultura di Venezia, e già direttrice della Civica di Modena.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
