«Sospendere le rate? Serve una norma»
Sisma. Il dg di Abi, Sabatini, riconsegna al parlamento il dovere di bloccare i mutui per pagare le tasse
Prima le lettere recapitate a casa degli imprenditori per sollecitarli a recarsi in banca per definire le modalità di rientro del prestito stanziato da Cassa Depositi e Prestiti per pagare le tasse, poi l’intervento della Camera che sancisce la possibilità di rinviare fino a giugno 2015 la prima rata, ed infine l’appello dei deputati Pd, Ghizzoni e Baruffi, affinché l’Abi recepisca, ancor prima che sia legge, la nuova direttiva del parlamento.
A fronte di tutto ciò ecco la lunga missiva inviata alla Gazzetta dal direttore generale, di Abi, Giovanni Sabatini.
«L’articolo pubblicato domenica 15 giugno sul suo giornale stimola alcune riflessioni, sia specifiche sia di ordine più generale, sulle modalità di intervento a sostegno delle popolazioni colpite da gravi calamità naturali.
Il sisma del 2012 che ha interessato tre importanti regioni italiane ha determinato una nuova modalità di interventi finanziari volti a sostegno delle popolazioni (famiglie e imprese) interessate da eventi calamitosi. Interventi finalizzati a sospendere il pagamento dei tributi e a finanziare la ricostruzione degli immobili danneggiati, minimizzando gli impatti sulle finanze pubbliche.
Tali interventi hanno visto svolgere un ruolo fondamentale e sinergico delle banche, della Cassa Depositi e Prestiti, delle istituzioni a livello locale e centrale, delle rappresentanze delle imprese, delle associazioni dei consumatori. La novità degli strumenti messi in campo ha richiesto di effettuare più interventi legislativi volti a mettere a punto il quadro di riferimento per i soggetti che, a diverso titolo e con diverse funzioni, sono interessati.
Recentemente si è posto nuovamente il tema di come agevolare ulteriormente le popolazioni colpite relativamente al rimborso dei finanziamenti contratti per il pagamento dei tributi. Il vigente quadro normativo fissa al prossimo 30 giugno la prima data di scadenza dei piani di rimborso dei finanziamenti erogati a valere sul Plafond Moratoria Sisma 2012. L’Abi e la Cdp chiedono che venga varato un provvedimento normativo d'urgenza, che entri in vigore prima del 30 giugno e che disponga il differimento legale della predetta rata. Tale necessità deriva dal fatto che la decisione della sospensione implica impatti su risorse pubbliche, di cui ovviamente Abi, le banche e la Cdp non possono disporre.
Le banche chiedono che i competenti organi istituzionali risolvano tempestivamente e positivamente il tema. Da parte loro le banche, come hanno fatto in questi due anni, metteranno in atto tutte le azioni necessarie per venire incontro alle esigenze delle famiglie e imprese delle zone interessate dal sisma.
Chiudo con una osservazione di carattere più generale. Sarebbe importante, proprio sulla base dell’esperienza positiva di questi due anni, che il Governo varasse uno schema standard di interventi di natura finanziaria attivabile immediatamente nel momento in cui si dovessero verificare calamità naturali in una qualsiasi zona del territorio nazionale. Ciò darebbe certezza operativa a tutti i soggetti coinvolti e tempestività all’azione a supporto delle zone colpite, accrescendo l’efficacia dei provvedimenti. Anche su questo fronte l’ABI è pronta a fornire il suo contributo di esperienza e professionalità».
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