Gazzetta di Modena

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Emiliana Serbatoi, il successo è all’estero

di Stefano Turcato
Emiliana Serbatoi, il successo è all’estero

Campogalliano. La capacità di aggredire mercati stranieri dell’azienda nata dall’intuizione di Morselli padre e figlio

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La capacità visionaria dell’imprenditore, quella che volgarmente si definisce “vista lunga”, sapere precorrere i tempi e prevedere prima dei potenziali concorrenti i possibili sviluppi del mercato, le nuove esigenze della clientela, i nuovi prodotti, i criteri innovativi di produzione. Sono i fattori più significativi che determinano le differenze e selezionano le imprese sui mercati. La storia trentennale di Emiliana Serbatoi di Campogalliano e il suo successo si fondano proprio sulla capacità di avere previsto, negli anni Novanta, gli sviluppi del mercato dei serbatoi di vario genere, di avere investito in quella direzione, di non essere stati colti impreparati nel momento in cui l’introduzione di nuove normative stava per rivoluzionare le prospettive del settore. Gianlauro Morselli, imprenditore 52enne, con il padre Giancarlo fondatore dell’azienda nel 1983, ha saputo imprimere una svolta in una fase in cui nella giungla dello stoccaggio dei carburanti e dei serbatoi di ogni genere, e per tutti gli ambiti produttivi, accadeva di tutto.

«Quando sono entrate in vigore le nuove norme – dice Gianlauro Morselli – noi eravamo già pronti. L’azienda era organizzata per rispondere alle esigenze determinate dagli standard internazionali prescritti per mettere ordine, garantire sicurezza e rispetto dell’ambiente per tutte le tipologie di serbatoi. Produciamo da quelli interrati per i distributori di carburanti a quelli con le elettropompe per il rifornimento di gasolio, serbatoi a doppia parete, quelli in polietilene per acqua e i contenitori, anche di piccole dimensioni, per i furgoni o per il trasporto di gasolio o benzina».

«Sei anni fa noi eravamo già pronti anche per l’internazionalizzazione – continua Morselli – che ora stiamo ampliando con buoni risultati. Avevamo già formato nuove figure nel nostro ambito sotto la guida del manager Andrea Gobbo, determinante per aggredire adeguatamente nuovi mercati internazionali».

Questa azienda non a caso è collocata a pochi metri dal casello di Campogalliano dell’A22: «Una porta sull’Europa» sottolinea Morselli. E ora la produzione di serbatoi avviata dall’intuizione di papà Giancarlo si è trasformata in un business crescente con un fatturato di una quindicina di milioni di euro, quaranta dipendenti nella sede modenese e una ventina a San Donà di Piave, provincia di Venezia, dove è stata rilevata un’impresa ora controllata dal gruppo.

«Emiliana Serbatoi – Morselli ci tiene a evidenziarlo – è un’impresa senza debiti che non dipende, a differenza di tante altre realtà imprenditoriali, dalle banche e questo ci permette di investire senza difficoltà per allargare il nostro raggio d’azione all’estero».

Morselli inevitabilmente ha sempre la valigia in mano. Pochi giorni fa è rientrato dalla Russia con il suo staff, dove ha preso parte alla grande rassegna CTT, e può già preannunciare con soddisfazione affari in arrivo in quell’area: «In Russia - dice l’imprenditore - in tanti hanno imbarcazioni,anche piccole, veicoli per il tempo libero e vedo buone prospettive per i nostri contenitori della gamma “caddy”. Ma non c’è solo la Russia. Lavoriamo bene in Scandinavia e stiamo sbarcando in India, Sudafrica, Brasile. L’anno scorso abbiamo festeggiato i 30 anni ma voglio che siano soltanto i primi 30 anni della nostra storia».

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