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La polizia stradale “boccia” l’autovelox

di Stefano Totaro
La polizia stradale “boccia” l’autovelox

Una delle vie che si immettono ha il limite dei 30 orari, diverso da quello di tutta la zona: la normativa non lo prevede

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Autovelox di via Contrada, tutto da rifare? Se non proprio tutto, in buona parte. A cominciare con ogni probabilità dalla postazione, da dove è stato collocato. Questione di intersezioni, dove il limite è, in una di queste, dei trenta chilometri all’ora. Ma ad arrivare ad una soluzione di questo inghippo che in pochi giorni ha salassato migliaia di automobilisti ci penserà, in tempi ragionevolmente brevi la prefettura. Cosa è successo? Come avevamo raccontato nei giorni scorsi, la prefettura stessa, alla luce della “sollevazione” popolare , politica e tecnica sulla legittimità o meno dell’autovelox che obbligava ai 50 all’ora sulla via Contrada, convocò le parte, gli “addetti ai lavori” e ordinò loro una ulteriore verifica . Una verifica su tutti gli autovelox collocati in città e nel Modenese, ma ovviamente il vero obiettivo era il cecchino della discordia. La polizia stradale, già chiamata in causa qualche anno prima per dare parere sulla possibilità o meno di collocare l’apparecchiatura in quella strada, ha effettuato pertanto un nuovo sopralluogo, tenendo presente tutte le novità intercorse negli ultimi anni, dalle normative ministeriali alle variazioni di traffico, viabilità, codice della strada e quant’altro. Alla fine la polizia stradale è tornata in prefettura con una parere negativo. Una bocciatura: la circolare ministeriale specifica con chiarezza che quando si pone una apparecchiatura autovelox nell’arco di un chilometro la strada stessa ma anche le vie chi vi si immettono, le laterali dunque, devono avere tutte lo stesso limite di velocità. Non devono essere né “più veloci” né “meno veloci”. Una par condicio per questioni di chiarezza, di visibilità del segnale stesso dell’autovelox che per legge deve essere segnalato. Una delle traverse su strada Contrada però ha il limite dei trenta orari. Da qui l’anomalia, a detta della Stradale. Di parere avverso, secondo indiscrezioni, sarebbe invece la polizia municipale secondo la quale non ci sarebbe nessun problema circa la collocazione dello strumento. La palla pertanto ora passa alla prefettura, da cui era partito l’input alle verifiche sugli impianti. È in questa sede che si dovrà valutare tra colpevolisti e innocentisti, tra chi suggerisce la soluzione di uno spostamento in una collocazione più idonea che possa soddisfare la normativa del chilometro e chi invece sostiene che tutta vada bene così. Intanto l’autovelox resta al palo, ferito al cuore del suo sistema infallibile da un mega petardo che lo ha fatto saltare tecnologicamente. Uno stop che sembra strategico, da arma di guerra sotterrata prima delle elezioni e ora in attesa di verdetto finale. Perché se quell’autovelox verrà dichiarato illegittimo allora le migliaia di multe non avranno più valore. La cassa resterà vuota e chi ha pagato dovrà essere rimborsato.

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