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Processi e web: Modena nel guado

Processi e web: Modena nel guado

Siamo stati all’avanguardia in Italia ma adesso mancano fondi e personale

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Processo digitale: procure, tribunali e studi di avvocati sono in pieno passaggio dalla carta al computer. Ormai non ci sono più scuse: dal 30 giugno le nuove cause andranno iscritte solo via internet. Il “Sole 24 Ore” ha presentato uno studio appena terminato dal Ministero di Grazia e Giustizia per il settore civile mostrando come ci sono ben otto tribunali non ancora attrezzati o privi di servizi telematici. Solo il 40% degli uffici giudiziari ha almeno la metà del computer fissi efficienti e il 27% hanno una velocità di connessione insufficiente. Solo il 10% degli avvocati recepisce gli atti via computer.

Come noto Modena è invece ben posizionata ma restano alcuni problemi. Nel civile, spiega Daniela Dondi, segretaria dell’Ordine degli Avvocati di Modena e responsabile per l’informatizzazione, il processo digitale funziona bene ma si può fare meglio: è partito nel 2010 e oggi ha dato ottimi risultati: 100% per le esecuzioni immobiliari e 85% per i decreti ingiuntivi.

I problemi sono più evidenti soprattutto nel penale che pure è stato un dei primi in Italia grazie al sistema Sidip avviato dal giudice De Santis. Oggi a Modena il sistema funziona, copre una buona parte dei suoi compiti ma potrebbe andare molto meglio. Spiega l’avvocato Enrico Fontana, presidente delle Camere penali di Modena: «Abbiamo da poco terminato due giorni di astensione dalle aule anche per i problemi legati al processo telematico. Ci sono stati incontri con il presidente del Tribunale Vittorio Zanichelli. Questo processo dovrebbe arrivare fino al dibattimento ma ci sono seri problemi. A cominciare dalla cancelleria. Mancano fondi e misure adeguate. Se tutta la filiera fosse digitalizzata e gli archivisti adeguati alle esigenze, la cancelleria lavorerebbe molto meglio e si eviterebbero le lunghe file di oggi». Anche se da un’angolatura differente, è d’accordo il procuratore capo Vito Zincani: «Sono tornato da un incontro di tre giorni al Csm su questo tema e ho esposto i problemi di Modena e delle altre Procure della Regione per conto della Procura generale. Nonostante l’impegno preso da colleghi, mancano risorse non solo per i computer ma per chi deve gestire il passaggio dalla carta al digitale - che è un passaggio epocale per la giustizia - e deve anche maneggiare i dati e gli atti». Per fare un esempio, Zincani cita gli atti della Procura per processi civili: «Riguardano sia il civile che i minori, la famiglia, i fallimenti eccetera. Ebbene sono migliaia e migliaia di tati all’anno che dobbiamo gestire. Oggi in Procura, d’altra parte, ci sono solo due figure con la Pec. Insomma, c’è chi deve elaborare gli atti e c’è chi deve trasmetterli. Per questo dico che non basta un articolo di legge; bisogna definire le competenze e non le conosciamo ancora».

Carlo Gregori

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