Tempo pieno, le firme in Regione
Vignola. Oggi il sindaco consegna la petizione dopo la beffa alle scuole Mazzini
VIGNOLA. Sta diventando una vera battaglia che coinvolge decine e decine di famiglie in tutta la provincia quella per il tempo pieno nelle scuole primarie. L’ultima iniziativa arriva da Vignola, da parte del sindaco Smeraldi.
«Accogliendo le richieste dei genitori degli alunni della direzione didattica di Vignola – spiegano dal Comune - e facendosi parte attiva nella raccolta firme per chiedere al provveditore agli studi regionale e all'assessore regionale alla Scuola di rivedere la decisione che ha portato a non confermare, nell’organico di fatto, l'unità professionale necessaria ad organizzare il tempo pieno presso la Scuola Primaria “Mazzini” di Vignola, il sindaco Mauro Smeraldi e alcuni rappresentanti del mondo scolastico vignolese, domani incontreranno l’assessore regionale Patrizio Bianchi proprio per sottolineare l’importanza formativa e organizzativa dell’istituzione di una nuova prima classe a tempo pieno. A supporto di questa richiesta, il sindaco consegnerà più di 1200 firme che sono state raccolte negli ultimi tre giorni. Ulteriore prova che la nostra comunità è sensibile al futuro dei propri figli e si impegna nella risoluzione dei problemi legati la mondo della scuola. Sarà comunque possibile continuare a sottoscrivere la petizione, sia nei plessi scolastici che presso lo Sportello 1 del Comune di Vignola, in via Marconi 1».
Sempre in ambito di Unione dei Comuni Terre di Castelli, la settimana scorsa già si era mosso il sindaco di Spilamberto, Umberto Costantini, per richiedere una sezione di tempo pieno in più. Il problema del tempo pieno, infatti, riguarda anche Spilamberto, come diversi altri comuni. Costantini ha scritto alla dirigente dell’Ufficio XII Ambito Territoriale per la provincia di Modena, Silvia Menbue, per richiedere una sezione di più a tempo pieno per Spilamberto.
«La disponibilità di classi a tempo pieno – ha scritto tra l’altro Costantini - offrirebbe un’occasione di integrazione preziosissima, con tutte le conseguenze positive che essa avrebbe col passare degli anni. Come ente locale abbiamo già avviato percorsi in tal senso a partire dalle scuole d’infanzia. Con l’aiuto della scuola pubblica siamo certi che otterremmo un risultato maggiore. Come Unione Terre di Castelli e come Comune continueremo il nostro percorso ed impegno. Pertanto chiediamo che anche lo Stato ci aiuti in questo senso». (m.ped.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
