Gazzetta di Modena

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Usura: patteggia un pensionato

di Carlo Gregori
Usura: patteggia un pensionato

Prestito al 20% ma preleva in banca 5mila euro e scatta la segnalazione. La pena: un anno e due mesi

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Era convinto di aver fatto un prestito con un interesse, ma il 20% è ben oltre il tasso fissato per l’usura e ieri ha patteggiato una pena di un anno e due mesi per questo reato. Imputato era un pensionato ultrasettantenne di Modena che voleva “aiutare” un “amico”. Ma ha prelevato troppo denaro in contante ed è scattata la segnalazione bancaria che ha dato il via alle indagini della guardia di finanza.

Il caso risale al 2012. In città un pensionato ultrasettantenne viene avvicinato da un conoscente in difficoltà a causa della crisi. Questi gli chiede il denaro e dopo alcune insistenze il pensionato gli spiega che è disposto a dargli 5mila mila euro ma solo se in cambio, alla fine di una serie di conti, ne riceverà 6mila. Come si vede, un ritorno più che vantaggioso e non facilmente giustificabile neppure sotto il profilo delle spese, che sono quasi nulle.

Inoltre il 20% è al di sopra della soglia fissato per legge per l’usura.

Ma a mettere nei guai il pensionato è stata l’idea di prelevare tutto il denaro in contante. È andato in banca e ha chiesto i 5mila euro in banconote.

Il cassiere non ha avuto nulla da obiettare e glieli ha dati. Ma, come previsto dalla legge, in base alla sua discrezione, ha ritenuto di trovarsi di fronte a un caso sospetto e così ha avviato una segnalazione con l’Uif presso la Banca d’Italia che ha l’obbligo di vigilare su queste transazioni di contanti eccessive (come noto la legge non mette un tetto nei prelievi bancari ma nella spesa in contanti (mille euro) permettendo però alla banca di puntare un faro su chi prende troppo contante). Così l’anziano è uscito dalla banca e ha dato il denaro al suo “conoscente”, mentre il cassiere metteva in moto una macchina di accertamenti che in poco tempo avrebbe setacciato ogni movimento sul conto corrente dell’anziano.

Il caso è stato girato alla guardia di finanza che ha svolto le indagini e al termine ha segnalato l’esito alla Procura. Per le “fiamme gialle” si era di fronte a un caso di usura e la Procura ha accolto la ricostruzione mandandolo davanti al gup con questo capo di imputazione. Al dibattimento è stato proposto il patteggiamento e il giudice ha accolto la richiesta. Così si è arrivati a un accordo su una pena di un anno e due mesi. Ovviamente, il pensionato non la sconterà in carcere.

Resta il fatto che il denaro usurato non è stato mai consegnato e il conoscente non si è costituito parte civile.

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