Alluvione, in coda per avere il risarcimento
Una mattina allo sportello comunale dove i cittadini possono fare le pratiche per rientrare dai danni
Districarsi tra i diversi passaggi delle ordinanze Errani, quanto si può domandare per il risarcimento, voci difficilmente incasellabili tra le categorie prevista dalla norma, preoccupazione per il tasso di interesse su prestiti concesso dalle banche e preventivi di rimborso più bassi di quanto in realtà servirà per ricomprare i beni andati perduti con il disastro per l’alluvione. Questi i dubbi più ricorrenti tra le oltre 30 persone che, tra lunedì e ieri, si sono presentate allo sportello aperto dal Comune alla polisportiva di Albareto, per aiutare i cittadini alle prese con la burocrazia dei rimborsi nel dopo inondazione. La maggioranza delle persone arriva proprio da Albareto o da Modena città, ma si è verificato anche qualche caso di alluvionati provenienti dalla Bassa. «Ci sono più questioni per cui i cittadini si rivolgono a nostro sportello – spiegano Paolo Barbieri, responsabile Protezione Civile, Giorgio Barelli, geologo dell’ufficio ambiente e Elena Mori del Multicentro Salute e Ambiente in forza in questi giorni allo sportello alluvione – Per esempio, l’ordinanza di Errani dice di tenere come base l’importo del risarcimento dichiarato nella scheda B consegnata entro il febbraio scorso. Chi ha scoperto in questi mesi, di avere avuto danni per un importo superiore, si trova con la cifra bloccata all’importo dichiarato in precedenza. Sono presenti anche situazioni contrarie: soprattutto in agricoltura, c’è chi ha dichiarato danni esorbitanti che, fortunatamente, si sono compressi in misura notevole… In aggiunta, ci sono voci di rimborso difficilmente classificabili come gli interventi di sgombero e pulizia del cortile delle abitazioni alluvionate». Su eventuali prestiti a tasso agevolato dalle banche, il sindaco di Bomporto Alberto Borghi fa sapere che “siamo ancora in una fase di ricognizione del numero dei cittadini che non riescono ad anticipare le spese. Successivamente, vedremo il da farsi».
Intanto, all’ufficio alluvione di Albareto è un continuo via vai di storie di persone che non hanno ancora ricevuto il rimborso. «Abito da luglio 2013 in affitto sulla strada Cavo Argine – spiega Nicholas Fiorentino – ho avuto danni alla cucina, al salotto, alla sala da pranzo e alla macchina: tutto da buttare per la mancanza di tempestività nell’avvisarci. Qualcosa ho ricomprato, il necessario per continuare a vivere lì». E i danni da alluvione si sommano a quelli da terremoto: ieri mattina l’agricoltore Paride Piccinini, proprietario dell’omonima azienda di Camposanto, si è recato ad Albareto per porre un altro tassello verso la ricostruzione.
«Io sono residente a Modena, ma l’azienda agricola, vicino alla quale c’era anche la casa di mio fratello è inagibile insieme all’abitazione – spiega Paride – dopo il sisma abbiamo dovuto fare i conti con danni per migliaia di euro ai raccolti, al mobilio e alle auto». Anche Adriano De Faveri, che abita lungo il Canaletto, ha perso “cucina e salotto” ed è alla ricerca di informazioni su eventuali prestiti a tasso agevolato. Intanto, allo sportello alluvione è arrivato anche Mauro Forghieri, residente in via della Quercia, che ha il canale di scolo vicino a casa «intoppato. Non so di chi sia la responsabilità, ma quando vengono le bombe d’acqua il canale tracima e i miei garage interrati rischiano di andare sotto».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
