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“Barbablù”: la natura umana indagata nella sua ambiguità

“Barbablù”: la natura umana indagata nella sua ambiguità

Lo spettacolo di Roberta Spaventa in scena, alle 21, da questa sera a sabato A seguire in programma Vegan Sushi VJ Set, un dj set con video installazioni

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MODENA. Peso Specifico Teatro, compagnia residente al TeTe - Teatro Tempio, apre la quarta edizione di TEmpio d’estaTE, rassegna proposta al teatro di viale Caduti in Guerra all'interno dell'Estate Modenese. Da stasera a sabato, alle 21, in scena lo spettacolo Barbablù e a seguire Vegan Sushi VJ Set - dj set con video installazioni.

Barbablù di Roberta Spaventa, con Cristina Carbone, Francesca Iacoviello, Santo Marino e con Alessandra Amerio, porta in scena due bambine, due donne, che percorrono i fili della loro infanzia tra antiche cantilene e pianti ininterrotti, trovandosi in un'adolescenza fatta di illusioni e speranze romantiche. “Tre colori: il rosso, il bianco e il nero. Buffo notare come il blu non compaia nemmeno una volta - commenta una spettatrice - Lo spettacolo lascia il sapore dei colori e il suono delle immagini. Non è semplice trovare una chiave di lettura con uno sguardo superficiale, bisogno scavare nel profondo, in fondo, sempre più giù. L'immaginazione ha ampio spazio per viaggiare grazie ai mille stimoli sensoriali”.

Lo spettacolo è nato da un primo studio presentato a novembre 2013 ed è frutto del lavoro di indagine e riflessione sull’ambiguità e la conflittualità della natura umana durante la crescita e della relazione con l’altro da Sé. «Le loro sagome - spiega Roberta Spaventa - danzano nel percorso della vita a ritmo spezzato, vittime di un sentire amputato, a volte violento. Cercano di definire il carattere, la propria identità, alla ricerca di una consapevolezza spesso faticosa, fatta di continui movimenti verso l'esterno, verso l'Altro. Ma l'Altro è Barbablù, un mago mancato, che per avvicinarsi troppo al sole ha bruciato le sue ali, cadendo rovinosamente al suolo. L'incontro potrebbe essere fatale. La donna rimane abbagliata dal magnifico, un'ironia pungente e contagiosa che Barbablù sfoggia con esilarante savoir faire».

In una scena delineata da un'attesa pesante ed inquietante, Barbablù appare nel suo essere più fascinoso e al contempo pericoloso: un cantore di altri tempi con doni e gioielli preziosi e la curiosità delle donne si fa coinvolgimento affettivo e desiderio carnale. La domanda che riecheggia e risuona è la seguente “Le due donne, parti diverse di un unico femminile, potranno affrontare la dura realtà? Aprendo la porta proibita saranno in grado di sostenere la visione?”.

Lo spettacolo si inserisce nell’ampio progetto di ricerca sulla fiaba di Barbablù intrapreso da Peso Specifico Teatro in questi anni.

Nicola Calicchio

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