Gazzetta di Modena

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Fallimento per lo storico Molino Della Casa

L’azienda di Albareto aveva 89 anni e per decenni era stata un punto di riferimento del settore

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Dopo quasi 90 anni di attività un’azienda storica di Albareto pochi giorni fa è stata dichiarata fallita. Si tratta del Molino Della Casa Francesco spa, che da qualche anno aveva già chiuso l’attività e il cui stabilimento imponente domina tuttora il centro di Albareto sulla strada principale. L’azienda aprì nel 1925 per iniziativa della famiglia Della Casa e rappresentava un punto di riferimento per il settore dei cereali e della panificazione. Numerosi residenti della frazione di Modena ricordano il via vai di aziende che si rifornivano o conferivano al Molino. Tra le persone che hanno collaborato con la famiglia Della Casa c’è Lino Samorini: «Lavoravo nell’azienda del Conte Grandi negli anni Sessanta e ogni anno conferivamo il grano al Molino – ricorda Samorini – Ricordo il fondatore, Francesco Della Casa, come una persona molto onesta che aveva avviato il Molino con grandi sacrifici e lavorando sodo. Poi, probabilmente a causa della crisi nel settore della panificazione, piano piano è avvenuto il declino». Per il Molino Della Casa Francesco nel 2009 infatti è stata disposta la procedura di concordato e in quello stesso anno i dipendenti, alcuni dei quali sono stati in parte liquidati dall’Inps, sono rimasti a casa. Il concordato, in seguito a un’istanza di Equitalia, è sfociato nel fallimento. Attualmente il curatore fallimentare, dottor Francesco Pozzi, dovrà prendere contatto con i creditori e procedere all’inventario dei beni che fanno capo al Molino in attesa dei passaggi imposti dal fallimento. Se si trovasse qualcuno che intendesse continuare l’attività il Molino potrebbe riaprire, ma si tratta ancora di un’ipotesi. Nel frattempo il sito internet dell’azienda riconduce a un’altra ditta di Rovigo che si occupa di vari settori della panificazione e risulterebbe proprietaria del marchio “Molino della Casa Francesco”, come appare sulla homepage.

Il fallimento di un’azienda storica del territorio non può che scatenare il malcontento e lasciare con l’amaro in bocca il mondo dell’agricoltura e delle associazioni. «Ogni volta che un’attività chiude e fallisce è comprensibilmente una notizia molto triste – commenta Eugenia Bergamaschi, presidente di Confagricoltura - È un pezzo di storia imprenditoriale e della città che chiude. I cambiamenti globali non guardano in faccia nessuno e non si fermano nemmeno davanti alla tradizione e al lavoro duro di anni. Questi cambiamenti travolgono anche le aziende storiche e si traducono in posti di lavoro in meno per il nostro territorio. Nel comparto agricolo il fallimento del Molino di Albareto denota uno stato di crisi nella filiera di cereali. È necessario pertanto fare un esame di coscienza: qualcosa nel nostro territorio cominci a modificarsi per affrontare meglio il contesto difficile, nonostante le soluzioni non siano facili da trovare».

Serena Arbizzi

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