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Giudice di pace, una telefonata “fatale”

Giudice di pace, una telefonata “fatale”

L’inchiesta per corruzione è nata dal rapporto scritto da un cancelliere che ascoltò una conversazione

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Inchiesta per corruzione all’Ufficio del Giudice di pace:prosegue l’istanza per il ricorso al Tribunale del Riesame di ancora da parte del difensore dei due cancellieri coinvolti, avvocato Luca Brezigar, per riottenere il materiale posto sotto sequestro dai due sostituti procuratori di Ancona che seguono l’indagine (trattandosi di un magistrato emiliano, seppure onorario, è competente quella Procura). Intanto è emerso che ad avviare questa delicata indagine sarebbe stata una relazione stesa da un addetto della stessa cancelleria di via San Pietro con la quale si faceva presente al dirigente che era stata ascoltata una conversazione telefonica di un ricorrente che lamentava la mancata riconsegna della patente. A chi gli faceva presente che mancava ancora un certificato, il ricorrente avrebbe risposto di aver già pagato abbastanza. Un’allusione pesante, insomma, che ha fatto nascere un sospetto di corruzione o di abuso di ufficio. Ma chi avesse ricevuto questa telefonata e come questo cancelliere l’abbia ascoltata, non è ancora noto. L’indagine è insomma partita in novembre su questa ipotesi e per forza di cose si è concentrata sul fascicolo che destava i sospetti. Fascicolo di un giudice di pace ora sotto indagine e maneggiato da due cancellieri dalla reputazione irreprensibile e che però sono poi incappati in una seconda indagine per irregolarità sulle presenze al lavoro (questa inchiesta per truffa e falso è seguita dalla procura di Modena). Sul contenuto delle indagini si sa pochissimo: neppure in occasione della perquisizione eseguita dai carabinieri di Ancona si è appreso di più che qualche dettaglio. Dai sequestri operati in quella circostanza si è capito che ai due pm anconetani interessano fascicoli su patenti ritirate intorno ai quali sarebbe avvenuti episodi corruttivi tra avvocati e giudice. L’inchiesta è ancora in corso.

Carlo Gregori

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