Bagno e doccia low cost nel vecchio albergo diurno
Con 5 euro acqua calda e asciugamani. Gli utenti sono soprattutto stranieri Il servizio comunale appaltato a una coop costa oltre 26mila euro in tre anni
Un servizio d’altri tempi, quando moltissimi carpigiani a casa non avevano doccia nè vasca per il bagno. Certo, l’albergo diurno, che si trova in viale Carducci, oggi ha ben altri tassi di utilizzo, ma resta comunque aperto un giorno e mezzo la settimana.
«Nel dopoguerra - ricorda un’anziana che abita da sempre nel viale - nei bagni pubblici l’afflusso era costante. C’erano tanti braccianti, operai, famiglie intere che abitavano in case fatiscenti in cui non c’era nemmeno l’acqua corrente. Per loro l’unico modo per lavarsi era quello di frequentare i bagni pubblici di viale Carducci». Il servizio continua a essere municipale anche se da tempo viene affidato in gestione a una cooperativa. Quanto costa? La base di gara dell’appalto è stata fissata in circa 26mila euro più Iva per tre anni. Ovviamente per un tipo di servizio simile, probabilmente necessario in città, è difficile parlare di redditività, ma è comunque interessante capire come è strutturato oggi e quali sono i suoi utenti.
«L’albergo diurno - spiega l’operatore presente - è aperto il venerdì pomeriggio e nella giornata di sabato. Gli utenti, effettivamente, non sono molti. Tanti anni fa vasche e docce erano molte di più, ma adesso un’ala dell’edificio è stata chiusa». Entrare nella sala di ricevimento dei bagni pubblici è un’esperienza singolare: pare di essere in un luogo d’altri tempi, nell’Europa dell’Est prima del crollo del muro di Berlino. Tutto, comunque, è molto pulito e ordinato.
«Dopo ogni doccia o bagno - continua l’operatore - igienizziamo l’ambiente: la pulizia è totale e garantita». Per quanto concerne il numero degli utenti varia in base ai periodi dell’anno. «Lo scorso mese abbiamo incassato circa 40 euro - spiega l’addetto - il che significa una ventina di persone. In altri mesi, soprattutto quelli invernali, possiamo arrivare a incassare anche più di 200 euro». Il servizio attualmente viene utilizzato soprattutto da stranieri. La percentuale di cittadini italiano che utilizza il bagno diurno si aggira sul 10 per cento. «Abbiamo avuto un’impennata del flusso - spiega l’operatore della cooperativa sociale - nei terribili giorni del terremoto quando tanti che avevano la casa inagibile sono venuti da noi per lavarsi, ma poi finita l’emergenza i numeri sono tornati agli standard a cui siamo abituati». Donne e bambini sono abbastanza rari all’albergo diurno; per i più piccoli, sono previste tariffe ridotte, come si può leggere nal box sopra relativo ai prezzi del servizio municipale. Insomma il tasso d’uso dei bagni pubblici, in un certo senso, mostra il livello di benessere di una comunità. Molto improbabile, quindi, che rischi di restare senza clienti.
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