Terremoto e ricostruzione, la rabbia degli ingegneri «Ci considerano dei delinquenti»
Gli ingegneri: «Non si fidano, assurda la burocrazia». Silvestri: «Buoni esempi»
«Lasciateci essere al servizio della popolazione». È l’appello condiviso dagli Ordini di Modena e Reggio emerso ieri durante l’incontro a Modena.
I due rappresentanti del mondo degli ingegneri hanno chiesto ai rappresentanti delle istituzioni presenti alla cerimonia meno burocrazia e migliori condizioni per poter operare nei campi della ricostruzione e dell’edificazione sicura.
Il primo “affondo” l’ha lanciato Carlo Rossi, presidente dell’organo d’oltre Secchia. «Purtroppo le istituzioni - ha spiegato - considerano gli ingegneri nell’area della delinquenza. Le norme sono fatte presupponendo che sono tutti nella condizione di delinquere, ma non è vero che sia così».
Rossi ha ricordato il valore di Bignardi, specificando anche come «ciò che è avvenuto (in relazione al terremoto) e ciò che potrà avvenire teoricamente in futuro è figlio di una condizione del nostro patrimonio immobiliare che tutti sappiamo essere fortemente inadeguato: le istituzioni dovrebbero prendere una posizione. Si sceglie tra la sicurezza e la riduzione del rischio. La prima è il massimo, ma spesso si decide che se non si può seguire questa strada non si fa nulla. Riducendo i rischi, gli interventi potrebbero essere invece molto più efficaci».
«Rossi ha colto l’essenza dell’arrabbiatura di Gianni Bignardi - ha aggiunto Gambuzzi, presidente dell’Ordine di Modena - le norme sono spesso avulse dal contesto. L’esperienza del terremoto ha fatto vedere che sono sufficienti pochi interventi. Con spostamenti minimi, piccoli collegamenti nei posti giusti, gli edifici non crollano. Noto con sempre più dispiacere un atteggiamento un po’ supponente dei tecnici, quando chiedono integrazioni che non portano a nulla se non a ritardi e disagi per mesi. Il nostro obiettivo è fare un servizio alla popolazione: dobbiamo lavorare insieme al Comune».
«È anche il nostro obiettivo - ha ribadito il primo cittadino di San Felice, Alberto Silvestri - il discorso è certamente complesso». Il sindaco ha quindi ha invitato il suo interlocutore a non compiere troppe generalizzazioni e a considerare i buoni esempi esistenti anche nel mondo delle istituzioni. (g.f.)
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