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Deposito gas, Independent perde la causa in tribunale

Deposito gas, Independent perde la causa in tribunale

San Felice. Chiedeva un maxi risarcimento al Comitato di Rivara e a Soragni Il giudice: «Hanno solo riferito ai cittadini le dichiarazioni della società»

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SAN FELICE. L’ex sindaco di Finale Raimondo Soragni e il Comitato “Salute e Ambiente di Rivara” non diffamarono Independent Resources, nel riferire criticamente della vicenda deposito gas.

Lo ha stabilito il Tribunale di Modena, chiudendo in termini netti la causa civile intentata dalla società inglese dopo l’avvento di Chicco Tagliaferri, il manager che poi, dopo il fallimento del progetto di costruire il mega deposito, ha lasciato l’incarico.

La strategia che la società intendeva perseguire era a suo avviso una difesa della legalità e della sua onorabilità, mentre i cittadini la percepirono come un tentativo di mettere alla corda quanti segnalavano o indagavano su aspetti più complessi e articolati della vicenda. Anzitutto il combattivo comitato di Rivara poi il sindaco che, prima e più di tutti, si era pubblicamente schierato contro l’impianto. Da allora, come noto, è successo di tutto, tra terremoto e diniego al deposito delle istituzioni al deposito, dalla Regione al Ministero dello Sviluppo Economico.

L’iniziativa giudiziaria della Independent partiva da alcune dichiarazioni del sindaco Soragni, riportate sul sito internet del Comitato di Rivara, fatte il 20 dicembre 2006 a Camposanto, in occasione di una assemblea con i cittadini.

Per la società inglese i convenuti erano responsabili di avere presentato un “falso fatto storico … costituito, dalla fantasiosa ricostruzione storica … secondo cui, in un report trimestrale ufficiale per la borsa londinese, la Independent avrebbe scritto di avere delle precise garanzie dal governo italiano circa l’esito della procedura di valutazione di impatto ambientale”.

Detto che tutti ricordano ancora bene i toni di quel report, il giudice, dottor Rovatti, nel dispositivo depositato in cancelleria pochi giorni or sonospiega: «Viene dedotto che il carattere lesivo delle dichiarazioni deriverebbe dall’avere riportato che nel “report” 31 marzo 2006 era scritto di precise garanzie ricevute dal governo italiano, da un lato perché ciò non risponderebbe al vero, dall’altro perché ciò avrebbe sottinteso la commissione di reati contro la pubblica amministrazione o almeno comportamenti dubbi della società; orbene, si tratta qui di esaminare se nelle dichiarazioni vi siano distorsioni dei fatti e uso di espressioni tali da rendere il contenuto offensivo».

Ebbene «nel “report” 31 marzo 2006 era pur scritto di “feedback dalle amministrazioni locali, regionali e nazionali” e che “il governo italiano e le autorità competenti stanno incoraggiando la Independent a fare avanzare i propri piani per Rivara”; “feedback” e incoraggiamenti devono essere messi in rapporto con le affermazioni di “parola” ricevuta e di “garantita” dal governo italiano la valutazione di impatto ambientale, come in altro passo delle dichiarazioni... Sia “parola” sia “garantita” sono espressioni assolutamente generiche, che sono usate in senso non soltanto letterale ma anche metaforico o per modo di dire; si ritiene, quindi, che in una comunicazione puramente verbale rappresentare “feedback” e incoraggiamenti con le espressioni “parola” ricevuta e “garantita”, in relazione a valutazione di impatto ambientale, non sia distorsione dei fatti bensì interpretazione di sintesi, non abnorme e retoricamente possibile tra altre».

A ogni modo si ritiene che le espressioni,, in relazione a valutazione di impatto ambientale, non sottintenderebbero necessariamente, la commissione di reati contro la pubblica amministrazione o comportamenti dubbi; ambedue le espressioni possono riferirsi di per sé a esiti positivi assicurati nella ricorrenza di certi requisiti legali e tecnici.

Vero è che le dichiarazioni nel complesso tendono a manifestare sospetto nei confronti della progettata operazione, segnatamente con l’avverbio “comunque” nel passo riportato in principio; il sospetto, però, era rivolto, dato il contesto di pubblica assemblea, soprattutto in direzione della discrezionalità politica, giustificato in parte dal “report” 31 marzo 2006, ...e la manifestazione di sospetto in quei termini rimane legittimo esercizio del diritto di critica e opinione».

Per conseguenza il giudicedel Tribunale di Modena ha respinto la richiesta di risarcimento danni e di condanna, e anzi dovrà essere Independent - che nel suo ultimo report annuale ha riferito di voler proseguire col progetto di Rivara, in attesa delle pronunce del Tar cui si è rivolta - a pagare gli avvocati delle controparti.

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