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Ecco dove i ragazzi si procurano la marijuana

di Stefano Totaro
Ecco dove i ragazzi si procurano la marijuana

Ai Giardini Ducali e al XXII Aprile lo spaccio è gestito da gruppetti di ghanesi Pacchetti nascosti negli slip o sotto alle panchine. Il “bazar” all’area autocorriere

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Dieci, quindici euro in tasca, un salto ai giardini pubblici o al parco XXII Aprile e lo spinello è assicurato. Non c’è bisogno di avere il numero di cellulare, di fare telefonate preventive e nemmeno di attendere l’arrivo in bicicletta di intermediari che fissano l’appuntamento in altri luoghi dall’incontro: si va, si chiede, si paga e poi ci si allontana con la marijuana. Chi si incontra? Gruppetti di africani, quasi sempre ghanesi se si cerca dell’erba. Ai maghrebini spetta di diritto, a causa di una attività decennale, lo spaccio dell’hascisc: lavorano da soli e li si trova nei viali del parco dietro allo Storchi e soprattutto, così come pure gli africani, nel crocicchio via Rainusso, stazione delle corriere e dintorni e nell’area di ritrovo collettivo, il pit stop di varie bande, ovvero il Nodi Sad.

Avevamo raccontato ieri di come sia sempre più diffuso il consumo di cannabinoidi tra i giovani e i giovanissimi, di come già a 15 anni tanti modenesi siano dovuti ricorrere al Sert per curarsi (i nuovi pazienti sono passati da 71 a 113): un fenomeno preoccupante e che richiama a rinsaldare e a rafforzare strumenti preventivi per chi consuma e repressivi per chi spaccia. Eppure, allo stato attuale, è relativamente facile comprare dell’erba, sia per i ragazzi che per i giovani. I ricenditori sono altrettanto facilmente individuabili e le zone sono fisse, come se ci fosse un negozio che apre a determinate ore e con questo o quel addetto ai lavori dietro al banco.

GIARDINI E XXII APRILE Ai Ducali i gruppetti di ghanesi si trovano dietro alla palazzina per poi sparpagliarsi in via Muzzioli e in via Poletti sino al oltre l’incrocio con viale Reiter, tra negozio etnico e sala scommesse. Dai diciotto ai 22 anni, basta avvicinarli e chiedere, hanno il pacchettino di “maria” nelel mutande oppure un po’ di scirta nascosta sotto alle panchine. L’acquisto viene fatto in strada. Al XXII basta fare un giretto e spesso accade che si venga abbordati dagli stessi rivenditori. Se si cerca dell’eroina allora è lo stesso ghanese che indica il tunisino che può soddisfare la richiesta.

STAZIONE BUS E NOVI SAD È in questa zona, comprendendo anche quella di via Raiuniusso e di piazza Cittadella-Tien an Men, che si concentrano le frequentazioni, il via vai degli studenti e le presenze di varie squadre di spacciatori. Il mercato è vario e l’offerta è ben assortita di conseguenza. In pratica c’è di tutto, tutti sono rappresentati, ghanesi, tunisini e marocchini, con hascisc, erba, cocaina ed eroina. Le varie bande poi transitano, hanno come base la zona del Novi Sad. A proposito di eroina sniffata, che viene “fumata” dopo essere scaldata sulla stagnola, un modo che i ragazzi credono sia più light rispetto all’iniezione: basta andare sulle rampe del parcheggio per notare come sia tutto un “fiorire” di tracce di sniffamenti, stagnole e varia attrezzatura da scarto. Mentre per hascisc ed erba l’acquisto è immediato dopo il contatto, chi vuole eroina o cocaina conclude l’acquisto la prima colta nell’immediato poi, facendo intendere di voler diventare cliente, ecco che spunta il numero di cellulare. Dopodichè le consegne vengono fatte in luoghi diversi su appuntamento. I marocchini, in particolare, prediligono creare delle postazioni in case, piccole centrali dello spaccio.

VIALI PARCO, RUA PIOPPA Dopo varie stangate, c’è di nuovo un giro di spaccio dietro allo Storchi, lungo il parco e nell’area Gallucci-Rua Pioppa. Gestiscono il tutto i tunisini. per ora sono in stand-by le zon e del parco Ferrari,Lambda e Windsor, più “residenziale” che di spaccio in strada. Bisogna considerare che ora, con la nuove normative, non c’è l’arresto per chi spaccia droghe “leggere”. Nonostante il delinquente venga fermato con due etti di hascisc scatta la denuncia. Prima era il grosso quantitativo che determinava il carcere, ora bisogna arrivare alle somme di denunce. Questo, a detta delle forze dell’ordine, lascia troppa libertà di spaccio. E chi spaccia, infatti, non si limita solo a tale reato, ma tende a rubare, scippare e generare quel degrado criminale che ogni giorno crea insicurezza.

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