Esame di maturità: il debutto dei 5mila tra sorprese e paure
Un sondaggio tra i ragazzi del Barozzi e dell’Ipsia Corni Tante perplessità su Quasimodo e Piano. I crediti e le tesine
La carica dei cinquemila. Erano circa tanti gli studenti modenesi impegnati ieri con la prima prova degli esami di maturità. Come ogni anno, non sono mancate le sorprese. A partire dalla poesia di Salvatore Quasimodo, “Ride la gazza nera sugli aranci”, come traccia d’italiano. Una scelta che non è stata ripagata dalla fiducia di alcun intervistato, mentre Renzo Piano e la trattazione del dono in ambito artistico letterario sono stati tra i più seguiti. Molti ragazzi e ragazze avevano provato a fidarsi dei “bookmaker” della vigilia, ma le previsioni dei siti specializzati non si sono rivelate fondate. «Ci aspettavamo temi su Ungaretti o Pirandello - ha raccontato Antonio Pellino, maturando dell’Ipsia Corni - e anche su Nelson Mandela. Avevo anche ripassato alcune delle possibili tracce, ma non è servito». Antonio, come alcuni suoi compagni, ha approfondito il “Paese straordinario ma fragile” che è l’Italia, secondo una frase dell’architetto-senatore a vita Renzo Piano.
«È stato solo un po’ complicato capire cosa volesse dire - ha aggiunto Daniel Arghirò, anch’egli allievo dell’Ipsia - fino al giorno prima avevo provato a informarmi sulle possibili tracce, ma non è servito». Stessa scelta e stessi problemi per Manuel Castaldi. «La parte più difficile è stata la comprensione della traccia - ha spiegato - chiedere in giro prima non è servito a niente». La loro seconda prova oggi sarà sull’elettronica e già da ieri si è riproposto il toto-nomi. «Speriamo non sia sui Plc (controllori logici programmabili)», ha ribadito Antonio. «Gli impianti civili sarebbero i migliori», ha ripreso Daniel.
«Qualunque sia la traccia - ha concluso Manuel - mi preoccupa la situazione del mondo del lavoro». Lui vorrebbe essere un elettricista, qualche suo amico un venditore. La crisi spaventa un po’, ma i ragazzi non intendono demordere. Ieri il ministro per le Riforme Costituzionali aveva esortato via Twitter gli studenti a «tenere sempre alta l’asticella dei sogni». Forse meno enfaticamente, ma con uguale impegno, le ragazze e i ragazzi desiderano costruire la loro strada. La maturità, per tanti di loro, intende essere solo un primo passo. «Appena finisco - ha detto Laura Paglia, studentessa del Barozzi - voglio provare Psicologia o Commerciale e marketing per poi studiare Pubblicità. Ho scelto di trattare il tema del dono in ambito artistico- letterario sotto forma di saggio perché era interessante e mi sono sempre trovata bene a scrivere così. Per la seconda prova di tedesco sceglierei Kafka, ma non ho particolari preoccupazioni».
«Le tracce erano davvero brutte - ha replicato la compagna Sara Palmieri - alla fine anch’io ho scelto il saggio sul dono. Spero sia andato bene, ora inizio a pensare alla seconda prova. Ho il francese: confido in Flaubert, Stendhal o Balzac. Poi la terza prova e la mia tesina sulle metamorfosi». «Ho fatto l’articolo di giornale - ha detto Angelica Finatti, anche lei del Barozzi - perché per la scrittura mi viene più facile. Speriamo sia andata bene, ora penso al tedesco. Come tesina mi sono occupata delle “vite di vino e fumo” nella storia. Dopo la maturità andrò a studiare Economia a Milano». «Spero di diventare una manager - ha sostenuto invece Jessica Costanzini, studentessa del Barozzi - ho scelto la traccia su violenza e non violenza perché mi piaceva il tema. La mia tesina è già pronta ed è un’analisi sui punti comuni tra la crisi del ’29 e quella attuale». «Ho scelto di trattare le nuove responsabilità - ha aggiunto la compagna Chiara Albertazzi - in ambito socio-economico perché mi sento abbastanza preparata sul tema. Penso che sia andata bene. Ora ci sono le altre due prove, poi discuterò la mia tesina sul lavoro in generale». «I temi erano più o meno alla portata - ha raccontato Salvatore Pascarito - ho voluto trattare la tecnologia pervasiva. Speriamo che vadano bene anche le altre due prove: parto da 20 crediti, il mio sogno è arrivare a 80 , poi si vedrà». «Punto al sessanta - ha concluso Alberto Lugari - ho scelto la traccia di attualità, speriamo sia andata bene. Il futuro? Per ora gioco in Eccellenza alla S. Michelese, ancora non ho deciso».
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