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Gruppo Fiat Chrysler: si aggrava il conflitto per il nuovo contratto

Gruppo Fiat Chrysler: si aggrava il conflitto per il nuovo contratto

Le preoccupazioni di Fim-Cisl: «Se l’azienda non accetta una mediazione possono saltare tutte le relazioni sindacali»

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Prosegue anche negli stabilimenti modenesi della Case New Holland Italia e in quello di Maserati il blocco degli straordinari e di tutte le forme di flessibilità proclamato dai sindacati Fim-Cisl, Uilm-Uil, Fismic, Uglm-Ugl e Aqcf per protestare contro la rottura della trattativa per il contratto collettivo specifico di lavoro del gruppo Fiat Chrysler Automobiles. «Nell’ultimo incontro fra sindacati e azienda non è stato possibile trovare un accordo sull’una tantum per il 2014. A fronte dei 390 euro richiesti da noi – spiega il segretario provinciale della Fim/Cisl di Modena Claudio Mattiello, che fa parte della delegazione trattante - Fiat Chrysler ne ha offerti 250, cioè un terzo in meno. Se l’azienda ha la volontà di proseguire la discussione, deve essere disponibile ad accettare una mediazione che tenga conto delle esigenze di entrambi, avvicinando le distanze sugli aspetti economici e normativi ancora aperti».

I sindacati presenti al tavolo (a cui la Fiom/Cgil non partecipa) sono convinti di avere messo in campo proposte responsabili che tengono conto di un corretto equilibrio tra azienda e lavoratori. Il sindacalista Mattiello fa capire che se queste proposte non fossero recepite, si finirebbe con il mettere in discussione le relazioni sindacali in tutti gli stabilimenti del gruppo automobilistico FCA; a quel punto si potrebbe arrivare anche a una protesta più ampia, come lo sciopero in tutto il gruppo. La trattativa va avanti da mesi. I sindacati si aspettavano di firmare il rinnovo all'inizio di quest'anno, considerando che la validità copre un orizzonte temporale relativo al biennio 2014- 2015. E proprio a marzo, da Modena, in occasione del congresso provinciale Uilm/Uil, Rocco Palombella, segretario nazionale della Uilm, aveva annunciato un possibile stato di agitazione, qualora la trattativa non si fosse sbloccata. Iniziative di lotta che oggi sono diventate realtà e che potrebbe acuirsi.

«Quattro anni fa – furono le parole di Palombella – abbiamo accolto la sfida lanciata da Marchionne e riteniamo sia stata per noi la scelta giusta, anche per garantire l'occupazione negli stabilimenti del gruppo. Riteniamo che non avere concluso il contratto entro i primi giorni di quest'anno sia stato un errore. La posizione di Fiat è per noi irresponsabile». «Ci auguriamo che FCA rifletta sulle possibili mediazioni e ci convochi entro questa settimana, evitando così – conclude il segretario provinciale della Fim-Cisl - il protrarsi di una situazione di conflitto per ora solo agli inizi».

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