Gazzetta di Modena

Modena

Hesperia-Regione, 3 ore a confronto dal Pm

Inchiesta sulla presunta penalizzazione della casa di cura che vede indagati Lusenti e due funzionari

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Un confronto direttamente davanti al pm titolare dell'inchiesta, Morena Plazzi. E' quello che si è svolto oggi tra i dirigenti del gruppo Garofalo, proprietario della clinica privata modenese Hesperia, e Tiziano Carradori, direttore generale dell'assessorato regionale alla sanità, indagato per falso insieme all'assessore Carlo Lusenti che però stamane non c'era. C'era invece Bruna Baldassarri, altra funzionaria dell'assessorato. «Abbiamo portato ulteriori contestazioni che confermano le nostre accuse», dice il legale del gruppo Garofalo, Alessandro Diddi. Il caso Hesperia è esploso circa un anno fa, quando i legali del gruppo hanno ipotizzato abuso d'ufficio, concussione e violenza privata aggravata in una denuncia presentata a roma e poi girata alla procura di Bologna contro il presidente della regione, Vasco Errani, Lusenti e il dg Tiziano Carradori. Coinvolte anche altre tre case di cura private: villa torri a Bologna, Villa Salus hospital a Reggio e Maria Cecilia Hospital a Ravenna, tutte di proprietà del gruppo Sansavini. Queste, insieme a Hesperia, ricevono i fondi regionali: 59 milioni di euro l'anno, di cui 42 per il gruppo Sansavini e 17 per la clinica modenese. Secondo i legali di Hesperia «nel corso degli ultimi 7 anni la Regione avrebbe costantemente acquistato da salus e villa torri circa il doppio delle prestazioni che queste strutture riuscivano ad erogare, attribuendo quindi loro un budget doppio rispetto al fatturato che producevano».Lusenti ha sempre risposto fermamente Alle accuse, definendole "irricevibili e diffamanti". E «proprio perchè abbiamo visto come si sono difesi gli indagati nei comunicati stampa- prosegue Diddi- abbiamo sollecitato il confronto. Una scelta di coraggio e di sicurezza». E «i miei assistiti sono soddisfatti perché sono riusciti non solo a tenere il punto, ma anche a portare ulteriori contestazioni», conclude il legale.

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