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La traccia “tecnologica” la più gettonata

di Beatrice Ferrari
La traccia “tecnologica” la più gettonata

Wiligelmo, Guarini, Selmi e Corni: in pochi si sono avventurati sui temi generali. Bene il saggio breve

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Strana sintonia quella dei maturandi di ieri mattina, nello scegliere quasi tutti la stessa traccia: il saggio breve in ambito tecnico-scientifico che proponeva agli studenti di parlare della tecnologia pervasiva. Se c'è chi aveva già deciso, parecchi giorni prima che avrebbe fatto quel tipo di traccia, perché nelle le prove fatte durante l'anno sui banchi si scuola aveva ricevuto il punteggio più alto, c'è chi invece è andato ad esclusione, sia perché troppo difficili le altre tracce, sia perché poco interessanti. C'è chi invece ha potuto utilizzare tutta la sua conoscenza ed esperienza sulle nano tecnologie e quanto annesso e connesso a questo particolare mondo. La percentuale dei ragazzi che ha eseguito il saggio breve tecnico-scientifico tra Wiligelmo, Guarini, Selmi e Corni (del Polo Loenardo) è altissima. Tra i ragazzi che hanno fatto questo tema c'è anche Laura Bergamini del Selmi che «ho preferito la tecnologia a tutto il resto, perché più semplice» e Lisa Zenobi. Anche all'istituto Guarini le cose non vanno diversamente per Massimo Sarti e Matteo Zanni. Ad affermarlo è persino una professoressa di italiano del liceo scientifico Wiligelmo, che verso le 13.30 si stava incamminando in aula per la correzione della prima prova. «Quasi tutti i ragazzi hanno parlato di tecnologia. Le tracce tuttavia erano accettabili e abbastanza fattibili. Forse il più difficile da eseguire era il tema generale su Renzo Piano a proposito del rammendo sulle periferie». Però non manca chi invece si è avventurato su questa traccia, come Laura Menabue dell'istituto Corni che si sentiva «abbastanza preparata per affrontare un tema del genere». Ma anche Fabio Ruggeri, dell'istituto Guarini ha preferito il tema libero, «perché quello che più si adattava al mio modo di scrivere». L'analisi del testo invece è stata "snobbata" dalla maggior parte degli studenti. Altra traccia che è stata eseguita con una discreta percentuale è quella del saggio breve in ambito artistico-letterario sul dono, da sviluppare dopo aver letto una serie di documenti tra cui figuravano anche quelli di Grazie Deledda, Theodor Adorno ed Enzo Bianchi. A farla sono stati soprattutto gli studenti del Selmi come Claudia Tumatti, Federica Michienzi e Martina Nocetti. Mosche bianche invece sono Leonardo Bocchi e Simone Tramontana dell'istituto Selmi che hanno deciso di fare il saggio breve in ambito storico-politico che proponeva "Violenza e non violenza: due volti del Novecento". «Siamo stati colpiti dal tema fortunatamente. Le altre traccia non ci sarebbero mai piaciute», commentano i ragazzi. Ma la prima prova si sa, non fa paura. Il tema serve per rompere il ghiaccio, ambientarsi tra i corridoi della scuola, che durante le prove della maturità sembravo diversi da quelli che si sono visti per cinque anni, con tutti quei banchi allineati. Seconda e terza prova sono i veri mostri. Sempre restando sui licei scientifici, matematica è la vera sfida. «Le sei ore per la seconda prova servono tutte - commenta Nilo Zilibotti del Wiligelmo - Per il tema sono anche troppe, ma per matematica si devono usare fino all'ultimo minuto". Ma c'è anche chi con matematica va d'accordo e non ne ha timore. Invece c'è chi è già andato oltre la seconda prova e pensa già alla terza, con le sue quattro materie, ma soprattutto con i commissari esterni che "non sai mai cosa ti possono domandare, sia allo scritto che all'orale». Ed è subito scattata la caccia sulle informazioni sui professori esterni, il loro essere esigenti, cosa può colpirli di più e cosa invece è assolutamente vietato scrivere o dire per non mettersi nei pasticci.

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