White list: sono 31 le aziende escluse
I dati diffusi dalle autorità: undici a Modena, preoccupanti le infiltrazioni mafiose. Nuove indagini
Trentuno aziende (ma una agenzia giornalistica parla di 55) non ammesse alle White list regionali per la ricostruzione post- sisma. Di queste, undici sono state bocciate nel Modenese, dieci nel reggiano, sette nel Bolognese, tre nel Ferrarese.
Sono i dati diffusi dalla Conferenza regionale delle autorità di pubblica sicurezza, che si è riunita ieri a Bologna. Presenti tutti i vertici delle forze dell’ordine, i procuratori, i prefetti e il procuratore distrettuale antimafia Roberto Alfonso.
Il prefetto di Bologna, Sodano, ha evidenziato come a destare la maggiore preoccupazione in Emilia Romagna è il fenomeno della ’Ndrangheta, che risulta quello più radicato.
In questo orizzonte, si colloca l’unico processo in corso per associazione mafiosa in regione e che riguarda Nicola Femia, l’uomo accusato delle minacce al giornalista della Gazzetta di Modena, Giovanni Tizian. Ma a Bologna hanno parlato anche della presenza della ’Ndrina Grande Aracri . Insediata in provincia di Reggio, ma con propaggini nel Modenese. Non solo: i mezzi intestati a soggetti ritenuti vicini al clan calabrese Arena hanno trasportato oltre il 26% dei conferimenti in regione, relativamente ai materiali di scavo.
Al convegno si è parlato anche di strategie di contrasto. Di nuovi strumenti informatici. A illustrarli, è stato Luigi Curatoli, direttore del Servizio analisi criminale del Dipartimento di pubblica sicurezza. Come il «piano d’azione nazionale trasnazionale contro la criminalità organizzata di tipo mafioso calabrese, cui è stato dato avvio anche in Emilia Romagna».
Ma ha parlato anche del sistema di georeferenziazione dei reati, che fornisce informazioni qualitative e quantitative per le indagini di polizia giudiziaria oltre allo studio delle caratteristiche dei fenomeni criminali sul territorio e del Ma.Cr.O – Mappa Criminalità Organizzata – un supporto investigativo che mappa i soggetti e le organizzazioni criminali di tipo mafioso, italiane e straniere, presenti sul territorio.
Tra le aree risultate più a rischio da questo punto di vista, ci sono i territori del cosiddetto “cratere sismico”, come già hanno evidenziato alcune inchieste. Particolare attenzione è stata rivolta al fenomeno delle “cooperative spurie”, più a rischi infiltrazioni. È stato quindi deciso di avviare controlli nel settore.
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