Gazzetta di Modena

Modena

Export da ampliare e lotta a contraffazione

Sono alcuni elementi significativi emersi nell’incontro di Unicredit sul Distretto ceramico sassolese

2 MINUTI DI LETTURA





È ancora al di sotto dei livelli pre-crisi ma prosegue la crescita dell'export del distretto ceramico. Tutto questo emerge dall'analisi condotta dall'ufficio studi di Unicredit, che è stata presentata ieri in occasione del Forum Economie organizzato con Confindustria Ceramica. Secondo l’analisi, l’export del Distretto si concentra in particolare nell’Europa occidentale (circa 50%) e su Stati Uniti (circa 10%). Esistono ancora ampi margini di penetrazione in molte aree emergenti, ad esempio, la Cina assorbe solo lo 0,5% dell’export del distretto. «Negli ultimi due anni – afferma Giuseppe Zanardi, area manager Modena UniCredit – sono 430 le aziende dell’area modenese che UniCredit ha supportato per lo sviluppo del giro d’affari all’estero. Il nostro Gruppo ricerca le nuove opportunità di business per le piccole e grandi imprese italiane, fornendo servizi che permettano di consolidare e di iniziare ad affacciarsi a nuovi mercati esteri».

Dall’analisi emerge chiaramente la forza del distretto capace di imporsi sul mercato. A dirlo sono i numeri: tra le prime 100 imprese mondiali del settore, 22 sono italiane, 14 di queste sono localizzate nel distretto. Una delle caratteristiche distintive del distretto di Sassuolo, con una quota export sul totale superiore al 70 per cento del fatturato, è l’elevata capacità di penetrazione commerciale dei mercati esteri.

Negli ultimi 20 anni il numero di realtà produttive del distretto si è ridotto, ma le dimensioni medie delle aziende sono significativamente cresciute (fatturato medio 47,4 milioni di euro) e nel territorio si segnalano diversi gruppi industriali ben strutturati. E non mancano le criticità, come il costo dell’energia che arriva a incidere fino al 20 per cento dei costi produttivi totali, laddove in Italia questa costa mediamente il 30 per cento in più rispetto ai competitor europei. E le minacce, come la riproduzione indiscriminata e la contraffazione dei prodotti da parte dei produttori asiatici, temi alla costante attenzione delle imprese del territorio.

Un'altra azione di concorrenza sleale che viene messa talvolta in atto da parte dei Paesi low-cost è quella del dumping sui prezzi, alla quale è parzialmente venuta incontro l'Europa con l’imposizione di barriere daziarie sui prodotti asiatici.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google