L’Ausl ingaggia i detective per Zanoli
Il Dg Martini annuncia l’arrivo di investigatori privati per cercare tracce del 64enne misteriosamente sparito in ospedale
Importante novità sul mistero di Baggiovara: la scomparsa nel nulla del 64enne Primo Zanoli all’alba dell giorno di San Silvestro del 2011. Si è tenuto un incontro tra l’Ausl e i legali che assistono i familiari del modenese sparito - gli avvocati Lorenzo Muracchini e Emilio Paolo Boni - per fare il punto sulle ricerche, finora vane. Il direttore generale del servizio sanitario modenese, dottoressa Mariella Martini, ha annunciato che ha dato disposizione di ingaggiare degli investigatori privati per avviare ricerche intensive interne all’ospedale. Una notizia accolta con viva soddisfazione dalla famiglia che aveva chiesto da molto tempo un simile intervento per arrivare alla certezza che la soluzione del caso non sia dentro l’ospedale e non fuori, come sempre si è detto. L’Ausl ha anche fatto sapere di essere favorevole all’affiancamento di un detective privato per conto dei familiari, se i legali la ritenessero una misura opportuna. Dalle indagini private che verranno svolte scaturirà una relazione che sarà consegnata in copia anche al sostituto procuratore Luca Guerzoni che segue l’indagine dopo la riapertura voluta dal gip contro l’archiviazione chiesta dalla Procura. I termini di chiusura di questa seconda tornata di indagini, dunque, slitteranno di alcuni mesi aumentando così le possibilità di appurare qualche fatto concreto. Come noto, infatti, le ricerche intensive e le indagini svolte in seguito non sono approdate a nulla. Primo Zanoli pare essere scomparso senza lasciare traccia. Ma la sua scomparsa è avvenuta in circostanze che rendono inverosimile una fuga o, un allontanamento dall’ospedale o persino un’uscita in stato confusionale.
Infatti è sparito nel cuore della notte tra il 30 e il 31 dicembre, quando fuori la temperatura era molto rigida. Zanoli, ricoverato in ospedale per un ictus, era a letto con il camice da degente, quando l’ha visto per l’ultima volta il personale medico. Non risulta aver preso nulla dal suo armadietto. Non mancavano soldi o documenti. Quella notte in camera non c’erano parenti o conoscenti. Nessuno lo ha cercato, a quanto è dato sapere. Nessuno gli ha dato un passaggio. Insomma, pare volatilizzato. Appena i parenti si sono accorti che era irreperibile, pur non essendo certo in forma fisica, le ricerche sono scattate soprattutto nell’area intorno all’ospedale e sono proseguite a lungo impegnando oltre ai vigili del fuoco i carabinieri, la polizia, la protezione civile, unità cinofile e tanti volontari. Con il passare dei giorni le battute di ricerca ampliarono il raggio fino ad estendersi di alcuni chilometri dall’ospedale, ma senza alcun esito. La Procura intanto aprì un fascicolo considerandolo un caso di scomparsa. I familiari fecero appelli rivolti a chiunque lo potesse aver visto o incontrato. Ma i mesi passarono e non accadde niente di nuovo. Del caso di è attivamente interessato anche il programma di RaiTre “Chi l’ha visto” mentre la famiglia non ha mai abbandonato la speranza. Sulle indagini, non è dato molto a sapere, soprattutto per quelle svolte all’interno dell’ospedale. All’inizio di quest’anno, la Procura - che aveva presentato richiesta di archiviazione - è stata obbligata dal gip a riaprire l’indagine.
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