Messori: si cambia la strategia aziendale
Difficoltà nell’ambito dell’alta moda dell’impresa di abbigliamento di Fiorano inducono a puntare sulla sartoria su misura
Per la prima volta dopo 30 anni il marchio Messori non è presente alla rassegna fiorentina di alta moda Pitti Immagine Uomo, che si concluderà oggi. Non può essere una casualità ed è logico chiedere le motivazioni di questa scelta a Gianmarco Messori, figlio dei fondatori dell’azienda di moda, Lanfranco e Germana Messori, e rappresentante legale dell’impresa di Fiorano.
D’altra parte le voci su presunte difficoltà dell’azienda, che soltanto nel 2009 fatturava circa 10 milioni di euro, e su una possibile riconversione dell’attività si stavano facendo sempre più insistenti nell’ambiente. E Gianmarco Messori è disponibilissimo a parlarne: «È vero - dice - non siamo presenti a Pitti Uomo e questa scelta ha un significato preciso da ricondurre a un deciso cambiamento di strategia aziendale. Il nostro business si basava su prodotti di alta moda che, per esempio, presentavamo in questo periodo a Firenze e poi venivano venduti otto-nove mesi dopo. Abbiamo verificato che a lungo andare questa tipologia di affari non era più remunerativa e per questo ci siamo orientati sulla catena dei prodotti su misura, che riteniamo possa garantire un futuro migliore alla nostra azienda. Il servizio di sartoria su misura riguarda diversi capi di abbigliamento: dagli abiti da cerimonia agli abiti da sposo, da testimone, da lavoro e molto altro ancora».
Nell’ambiente circolano anche voci che riguardano problemi legati all’attività in Cina.
«E anche questo - risponde Gianmarco Messori - ha fondamento perchè noi continuiamo a lavorare in Cina con i nostri sei negozi ma è anche vero che i nostri partner cinesi non hanno rispettato gli accordi e questo ha determinato un problema di entità notevole nei nostri conti. Ora questo aspetto andrà risolto cercando di trovare un nuovo accordo con i cinesi».
In pratica il marchio Messori ora si occuperà di prodotti su misura ma restano da risolvere i problemi che angustiano la vecchia gestione.
«Una soluzione si potrebbe ricercare nella richiesta di concordato e comunque l’azienda ha già subito da qualche mese un ridimensionamento dimezzando i lavoratori: ora siamo rimasti in otto rispetto a una quindicina che avevamo in precedenza. Non mancano in ogni caso i segnali positivi perché, per esempio, il nostro negozio di fabbrica che abbiamo a Fiorano ci sta regalando sempre maggiori soddisfazioni. Stiamo verificando che lo snellimento cui abbiamo sottoposto l’azienda sta garantendo una redditività crescente».
E Messori conclude con uno sguardo sulle prospettive: «La nuova strategia - afferma l’imprenditore - ci porta a puntare su nuovi mercati come l’Africa: in Angola e Nigeria abbiamo già avuto riscontri significativi perché il prodotto sartoriale di alta qualità è particolarmente apprezzato».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
