Ricatto al ginecologo: condannato a 7 anni
Temperato colpevole di estorsione, cade l’aggravante mafiosa. Sotto processo per truffa a gioielliere
Sette anni di carcere per estorsione. Niente “Articolo 7”, l’aggravante mafiosa, ipotizzata a suo tempo dalla Dda. È questa la condanna decisa dal Terzo Collegio del Tribunale per Mario Temperato, il 44enne casertano che l’Antimafia considera essere stato molto vicino ad Alfonso Perrone, considerato inserito tra i casalesi nel loro “innesto” sul territorio modenese. Il processo contro Temperato riguardava un episodio di estorsione ai danni di un ginecologo di Modena e un caso identico sempre contro lo stesso tipo di specialisti medico (ma la vittima, in questo caso, non si è costituita parte civile). I difensori di Temperato, gli avvocati Michelangelo Strammiello e Antonino Rossi, hanno già annunciato un probabile ricorso appena note le motivazioni della sentenza. La vicenda ricostruita dalla Dda risale al 2009, quando Temperato porta un’amica rumena da un ginecologo per un controllo. Dopo la visita all’ amica, chiacchierando del più e del meno, Temperato - secondo la versione del ginecologo - inizia a vantare la sua appartenenza ai Casalesi mettendo il medico in una condizione di sottomissione, al punto che conclude il discorso apparentemente sconclusionato dicendo, tra un «tengo famiglia» e minacce alla famiglia del medico, che ha bisogno di 40mila euro per comperare una Mini. Il medico terrorizzato paga con assegni, vaglia e contanti ed entra così in un incubo che dura sei mesi. In un susseguirsi di visite e telefonate, Temperato - secondo la puntuale ricostruzione del Nucleo Radiomobile di Modena - si lancia in minacce sempre più esplicite. «Sono amico di molti rumeni. Le conviene darmi retta per la sua famiglia, dottore». E ancora: «Le ho detto che ho sparato a un uomo alle gambe, dottore? Ho sparato per molto meno. Ma stia tranquillo». E altre frasi simili. Il medico si spaventa e inizia a consegnargli assegni che, secondo l’accusa, ammontano a 125mila euro, mentre secondo la difesa sono parte di uno scambio con altri assegni riconsegnati. Ma la vittima non riesce a reggere il peso di queste dazioni e avvisa i carabinieri di Modena che mettono il telefono sotto controllo. Dopo una serie di intercettazioni, scatta l’arresto. Il ginecologo, parte civile, è assistito dall’avvocato Giuseppe Cricchio. Ieri intanto si è tenuta un’udienza nella quale Temperato era imputato per truffa. Sempre secondo l’accusa, avrebbe aggirato un noto gioielliere del centro tenendosi un orologio e un paio di orecchini.
Carlo Gregori
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