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Roy Paci: il nostro nuovo tour regala sonorità elettroniche

di Chiara Bazzani
Roy Paci: il nostro nuovo tour regala sonorità elettroniche

L’artista domani sera dalle 22 in concerto con la sua “Aretuska All Star” band parla del singolo che anticipa un album ricco di importanti collaborazioni

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SOLIERA. Parte da Soliera, domani sera, il nuovo tour di Roy Paci assieme alla sua band Aretuska All Star, che con l'immancabile carica di ritmo e allegria che li caratterizza, presentano i loro brani più celebri. L'appuntamento è a ingresso libero in piazza Lusvardi, alle 22, nell'ambito della 161ª Fiera. Roy Paci ha risposto ad alcune nostre domande in merito al nuovo singolo per l'estate, recentemente lanciato nelle radio, “Italians do it better”, e in merito ai progetti futuri che prevedono la registrazione di un nuovo lavoro discografico, previsto per fine autunno.

Roy, vi state preparando per un nuovo tour che segue l'uscita del nuovo singolo e forse anticipa anche il nuovo album?

«Sì, nel tour ci portiamo dietro un revival di tutti i nostri brani più celebri con un sound un po' diverso, perché abbiamo cercato di introdurre anche sonorità più elettroniche, quindi c'è una rivisitazione della band che strizza l'occhio a produzioni più nuove e internazionali».

Il nuovo album?

«Abbiamo solo delle ossature dei nuovi brani, che saranno appunto aperti a sonorità che provengono dall'America, dall'Inghilterra, e da influenze che provengono dall'estero. Noi passiamo gran parte del nostro tempo fuori dall'Italia, e la nostra caratteristica, anche se ci portiamo dietro un grande cuore mediterraneo, è quella di confrontarci col mondo, con una scrittura che comprende linguaggi non solo italiani».

Parliamo del nuovo singolo. S'intitola Italians do it better, che è una frase che spesso nasconde, al contrario di quello che dice, un atteggiamento di giustificazione, e una specie di luogo comune.

«Io volevo dare una chiave che uscisse un po' dagli stereotipi negativi italiani. In questi ultimi anni c'è un malcontento e un pessimismo strisciante in Italia, sicuramente giustificati dalla situazione e dalla crisi economica, però io volevo mettere in evidenza che noi abbiamo anche tante cose belle, e soprattutto dare un po' di visibilità a quelle che sono le eccellenze italiane. Proprio a Modena c'è uno degli chef più importanti del mondo, e un caro amico, Massimo Bottura, poi c'è Giuseppe Palmieri, che è un grande sommelier. Li conosco da tanto tempo ed è un grande orgoglio per noi italiani che ci siano figure così».

Ci parli degli ospiti importanti che partecipano al singolo, Saturnino, al basso, e Dr Ring Ding come MC.

«Il pezzo l'ho pensato fin da subito con un andamento funky groove molto marcato, quindi il mio pensiero è andato a uno dei bassisti che nel mondo possiede maggiormente questo ritmo funky, che è appunto Saturnino, bassista storico di Jovanotti. Volevo anche introdurre una parte rappata, e allora ho pensato a Dr Ring Ding, un tedesco, con la voce da jamaicano che è un'icona della musica reggae tedesca da vent'anni».

Saranno coinvolti per tutto l'album?

«Al momento non so ancora. Sono abituato ad amici musicisti che ruotano attorno al collettivo, un po' come una famiglia allargata. Mi piace molto dialogare e condividere la musica con altri musicisti, perché ho sempre pensato a questo collettivo come a una casa aperta, dove gli amici arrivano si siedono e mangiano».

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