Aventador, il fenomeno della Lamborghini - VIDEO
Una vettura dall’anima double face con tetto a scomparsa e le portiere che si aprono verso l’alto
Sant'Agata Bolognese è a pochi km da Modena. Ed è proprio in questo piccolo comune che prendono vita i tori Lamborghini, come l'Aventador Roadster.
Gettonatissima in America e amata dalle pop star, questa splendida auto sportiva fa bella mostra di se anche nell'ultimo videoclip di Britney Spears. Ma rispetto alla sorella coupè, in questa è possibile togliere il tettuccio in carbonio e trasformarla in versione a cielo aperto.
D'estate il risultato è quello di poter viaggiare con il vento fra i capelli, oltre a sentire nell'aria il potente fragore del suo 12 cilindri. Aventador Roadster è una vettura dall'anima double face. Affascinante quando viaggia scoperta, ma soprattutto muscolosa come lascia intendere la sua linea inconfondibile fatta di linee taglienti che nascondono un telaio in fibra di carbonio e un potente motore. Costruita dalla A alla Z a Sant'Agata Bolognese, l'Aventador è uno dei maggiori successi Lamborghini nel mondo. Tutto è iniziato nello storico stabilimento fondato da Ferruccio Lamborghini nel 1963. Fabbrica che continua a sfornare tori di razza, venduti e prenotati con largo anticipo.
Ma l'Aventador è conosciuta anche per essere l'auto sportiva senza compromessi. Prima di tutto per il prezzo, superiore ai 366mila euro optional esclusi, ma anche per una serie di caratteristiche tecniche. A partire dal motore, anche progettato e costruito a Sant'Agata: 6498 di cilindrata, 700 cavalli che riescono a spingerla a 350km orari, con un'accelerazione da 0 a 100 in 2,9 secondi. Prestazioni missilistiche unite al peso di soli 1625 kg. E in che posto gli uomini Lamborghini hanno messo alla prova la sua velocità? All'aeroporto di Miami, dove con l'Aventador Roadster hanno superato la velocità di decollo dei voli di linea segnando il record sulla pista: 338 Km orari.
IMPRESSIONI DI GUIDA Miami è lontana, e per il nostro test l'obbiettivo è di portare l'Aventador su strade più famigliari: da Sant'Agata a Castelvetro con un passaggio al parco di Villa Sorra. Ma prima di partire, il collaudatore Mario Fasanetto ci spiega come smontare il leggero tettuccio in carbonio per viaggiare scoperti. Un'operazione molto semplice, in cui basta sganciare due leve e poi infilare le due parti del tettuccio (12Kg in tutto) dentro il cofano anteriore. L'altra caratteristica che rende inconfondibile questa vettura è quella delle portiere, che si aprono verso l'alto.
La posizione di guida invece è rasoterra, e la prima sensazione è quella di trovarsi dentro un jet su quattro ruote con trazione integrale. Tutto è a portata di mano, a partire dal pulsante di avviamento coperto da un piccolo cappuccio rosso di sicurezza. Lungo il percorso che da Sant'Agata porta a Modena e poi verso le prime colline, l'Aventador Roadster si dimostra relativamente tranquilla. È un toro scalpitante con due posti, ma il comfort di marcia è assoluto e si adatta perfettamente alle situazioni di traffico disattivando anche dei cilindri per contenere le emissioni di anidride carbonica. Alle basse velocità invece è piacevole da guidare e in più, essendo spyder, si adatta perfettamente anche ad altre situazioni. (m.a.)
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