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Dissidi tra i 5 Stelle: «Troppi personalismi dietro alle esclusioni»

Dissidi tra i 5 Stelle: «Troppi personalismi dietro alle esclusioni»

Fiorano. Due attivisti lanciano durissime accuse ai colleghi: «Ci viene negata la partecipazione a discussioni e scelte»

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FIORANO. Dissidi tra attivisti del Movimento 5 Stelle di Fiorano con due di loro che accusano altri di «gestione personalistica e arbitraria delle attività». A lanciare le accuse sono Fabio Saccone e Samanta Di Fedel. «Dopo le elezioni comunali, noi due siamo stati estromessi, su iniziativa di alcuni membri del gruppo, da tutte le pagine di comunicazione e di lavoro, inclusa la pagina pubblica del M5S Fiorano, nella quale, tra l’altro, insieme ai simpatizzanti ed ai cittadini si sono iscritti anche assessori comunali del Pd. L’esclusione è stata successiva a una nostra precedente uscita volontaria da tali pagine in seguito a pesanti offese personali ricevute. Esclusione, a nostro avviso, priva di fondamento logico, politico e democratico; è stata solo la scomposta reazione di taluni alle perplessità da noi manifestate circa strategie e orientamenti comportamentali del gruppo e, soprattutto, è stata decisa senza dibattito e senza il coinvolgimento dell’intero gruppo. Ci auguriamo che alla base di questa esclusione non vi sia anche una sorta di discriminazione nei riguardi della Di Fede, una delle due sole donne attiviste del gruppo nonché la prima dei non eletti in consiglio comunale. Noi sosteniamo che la ricerca spasmodica di un rapporto conflittuale pregiudiziale con gli avversari politici sia una scelta metodologica di approccio lontana dalle regole fondanti del Movimento e che dia un’interpretazione della convivenza democratica assai lontana dal buon senso e non utile alla causa fioranese. Rivendichiamo quindi la nostra partecipazione alle scelte del gruppo. Vogliamo dibattere, confrontarci lealmente, civilmente, (aspramente se necessario) e infine decidere democraticamente. Due attivisti del Movimento, consiglieri comunali eletti, hanno chiesto il nostro rientro nel gruppo e l’accesso a tutte le comunicazioni poiché il nostro contributo, al pari degli altri, è essenziale per la sopravvivenza del gruppo stesso. Tale richiesta è stata trasformata da alcuni membri in una vera e propria votazione farsa, con oggetto, appunto, la nostra riammissione al gruppo. La votazione è stata effettuata on line, senza fondamenti e argomentazioni, senza alcun dibattito, negandoci la possibilità di esprimere il nostro contraddittorio, nonché di votare. È stata data però la possibilità di voto anche a non attivisti, contro ogni regola del Movimento. Infatti, facendo votare non attivisti a favore della nostra “espulsione” (persone che mai prima d’ora si erano preoccupate di partecipare alla vita del gruppo) si è riusciti a far pendere l’ago della bilancia in tal senso. Questo fatto, a nostro avviso gravissimo, pone ancora di più l’accento, qualora ce ne fosse bisogno, sul rispetto delle regole basilari del Movimento da parte di queste persone, ma soprattutto sulla mancanza di democrazia alla base di questi comportamenti. Dopo essere venuti a conoscenza di accordi con cui alcuni membri del gruppo si sarebbero arrogati il diritto di raggiungere il posto da consigliere comunale a prescindere dal risultato elettorale, siamo riusciti a fare chiarezza sui motivi di tale manovra atta a screditare non solo i sottoscritti ma anche altri membri del gruppo. La nostra maturità e il nostro senso di appartenenza al Movimento 5 Stelle li abbiamo messi completamente e responsabilmente a disposizione; come risposta abbiamo ricevuto l’illiberale e reazionario atteggiamento iniziale. Ne prendiamo atto e, con la certezza di essere i veri interpreti dello spirito del Movimento, dichiariamo che, essendoci negata la partecipazione, a partire da questo momento ci riteniamo estranei alle decisioni e non riconosciamo legittimità democratica ad alcuna iniziativa intrapresa in nome e per conto del gruppo M5S di Fiorano».

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