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“Foreste per sempre” E Italia-Costa Rica è un derby modenese - VIDEO

di Gabriele Farina
“Foreste per sempre” E Italia-Costa Rica è un derby modenese - VIDEO

Abbiamo seguito la partita dei mondiali in via D’Avia con i centroamericani in città grazie al progetto delle Gev

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C’è uno spicchio di Modena che ha esultato ieri per la vittoria della Costa Rica sugli Azzurri. Lo storico passaggio agli ottavi dei “ticos” è stato salutato con gioia da alcuni componenti di Foreste per Sempre. Un’associazione, nata come un progetto delle Guardie ecologiche volontarie di Modena, che ha iniziato a muovere i primi passi nello Stato centroamericano. Oltre trenta persone erano sedute davanti allo schermo, un proiettore della sala dove si riunisce l’associazione. Popcorn, patatine, pizza e bevande per un gruppo multiculturale di amici con tanti bambini. I tifosi dell’Italia non mancavano e i primi tiri di Balotelli li facevano ben sperare. Sventolava una grande bandiera italiana, mentre un tifoso costaricense non cessava d’incoraggiare i suoi “blanquitos”, ovvero bianchi. Un colore sinonimo della “pura vida”: l’esistenza pura, ma anche un modo per chiedere “come stai?”. Il tifo si è spostato come un’onda dal “forza Azzurri” sempre più verso il “vamos”, “andiamo”. E la Costa Rica è andata. Prima il rigore negato a Campbell (contatto sospetto su Chiellini), poi l’incornata vincente di Ruiz su cross dalla sinistra. Qualche tifoso azzurro sperava che la palla non avesse varcato la linea, mentre i “latinos” iniziavano la festa con bandiere blu, bianco e rosso. All’intervallo sono partiti i commenti. Il primo a uscire allo scoperto è l’irrefrenabile tifoso costaricense. Si chiama Fabio Adolfo Gonzalez Corrales e il progetto Foreste per Sempre gli ha cambiato la vita. «La prima volta che ero venuto in Italia sono stato a Venezia - ha raccontato - per il Carnevale. Poi sono stato in Spagna, quindi sono tornato nel mio Paese: si vive bene, ci sono anche quarantamila italiani. Ho incontrato Paolo, ho fatto amicizia con lui e poi sono venuto a Modena, dove ho incontrato anche mia moglie». Anche lei è una volontaria, mentre il Paolo in questione è Paolo Pettazzoni, figura di spicco dei Gev di Modena, che nel 1993 ha avviato il progetto per salvaguardare la biodiversità locale. «Siamo da oltre vent’anni in Costa Rica - ha aggiunto Paolo - e lì abbiamo incontrato tanti amici. Quest’anno siamo stati all’inaugurazione della stazione bioecologica “Italia” nella riserva Karen Mogensen. Vent’anni fa gli alberi erano stati tagliati per farne dei pascoli, ora è di nuovo bellissima foresta». Alcuni tifosi italiani, soci dell’associazione e amici, credevano nella rimonta. «Per me finirà 1-1 - ha aggiunto Ramiro Márquez, peruviano trasferitosi a Modena dopo quindici anni in Russia - non posso che tifare Costa Rica: sono latino-americano». In pochi temevano una sconfitta sulla carta paragonabile a quella del 1966 contro la Corea del Nord, i cui colori della bandiera sono simili a quelli del Paese con capitale San José. I paragoni, calcistici e non, finiscono però qui. «In Costa Rica è stato abolito l’esercito da sessantacinque anni - ha ricordato Marco Sassi, componente dell’associazione - è un Paese che non conosce guerre, ha una natura eccezionale con il 30% di parchi. S’investe tanto, ci sono scambi commerciali con gli Usa. Però gli sono stati tolti gli aiuti. Abbiamo imparato tanto dall’esperienza lì per i progetti in Nicaragua, in Colombia e in Amazzonia». Spazio di nuovo alla tv per il secondo tempo. Una botta di Darmian e Pirlo su punizione hanno riacceso la speranza nel versante azzurro, ma era un fuoco di paglia. L’ultima ad arrendersi è stata una bambina che scandiva “I-ta-lia” a pochi minuti dalla fine, mentre Fabio già esultava: “Campioni del mondo”. Ultimi minuti, poi la liberazione. «Siamo più forti quando affrontiamo le squadre più forti - ha aggiunto il supporter costaricense - ora siamo agli ottavi».

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