“Foreste per sempre” E Italia-Costa Rica è un derby modenese - VIDEO
Abbiamo seguito la partita dei mondiali in via D’Avia con i centroamericani in città grazie al progetto delle Gev
C’è uno spicchio di Modena che ha esultato ieri per la vittoria della Costa Rica sugli Azzurri. Lo storico passaggio agli ottavi dei “ticos” è stato salutato con gioia da alcuni componenti di Foreste per Sempre. Un’associazione, nata come un progetto delle Guardie ecologiche volontarie di Modena, che ha iniziato a muovere i primi passi nello Stato centroamericano. Oltre trenta persone erano sedute davanti allo schermo, un proiettore della sala dove si riunisce l’associazione. Popcorn, patatine, pizza e bevande per un gruppo multiculturale di amici con tanti bambini. I tifosi dell’Italia non mancavano e i primi tiri di Balotelli li facevano ben sperare. Sventolava una grande bandiera italiana, mentre un tifoso costaricense non cessava d’incoraggiare i suoi “blanquitos”, ovvero bianchi. Un colore sinonimo della “pura vida”: l’esistenza pura, ma anche un modo per chiedere “come stai?”. Il tifo si è spostato come un’onda dal “forza Azzurri” sempre più verso il “vamos”, “andiamo”. E la Costa Rica è andata. Prima il rigore negato a Campbell (contatto sospetto su Chiellini), poi l’incornata vincente di Ruiz su cross dalla sinistra. Qualche tifoso azzurro sperava che la palla non avesse varcato la linea, mentre i “latinos” iniziavano la festa con bandiere blu, bianco e rosso. All’intervallo sono partiti i commenti. Il primo a uscire allo scoperto è l’irrefrenabile tifoso costaricense. Si chiama Fabio Adolfo Gonzalez Corrales e il progetto Foreste per Sempre gli ha cambiato la vita. «La prima volta che ero venuto in Italia sono stato a Venezia - ha raccontato - per il Carnevale. Poi sono stato in Spagna, quindi sono tornato nel mio Paese: si vive bene, ci sono anche quarantamila italiani. Ho incontrato Paolo, ho fatto amicizia con lui e poi sono venuto a Modena, dove ho incontrato anche mia moglie». Anche lei è una volontaria, mentre il Paolo in questione è Paolo Pettazzoni, figura di spicco dei Gev di Modena, che nel 1993 ha avviato il progetto per salvaguardare la biodiversità locale. «Siamo da oltre vent’anni in Costa Rica - ha aggiunto Paolo - e lì abbiamo incontrato tanti amici. Quest’anno siamo stati all’inaugurazione della stazione bioecologica “Italia” nella riserva Karen Mogensen. Vent’anni fa gli alberi erano stati tagliati per farne dei pascoli, ora è di nuovo bellissima foresta». Alcuni tifosi italiani, soci dell’associazione e amici, credevano nella rimonta. «Per me finirà 1-1 - ha aggiunto Ramiro Márquez, peruviano trasferitosi a Modena dopo quindici anni in Russia - non posso che tifare Costa Rica: sono latino-americano». In pochi temevano una sconfitta sulla carta paragonabile a quella del 1966 contro la Corea del Nord, i cui colori della bandiera sono simili a quelli del Paese con capitale San José. I paragoni, calcistici e non, finiscono però qui. «In Costa Rica è stato abolito l’esercito da sessantacinque anni - ha ricordato Marco Sassi, componente dell’associazione - è un Paese che non conosce guerre, ha una natura eccezionale con il 30% di parchi. S’investe tanto, ci sono scambi commerciali con gli Usa. Però gli sono stati tolti gli aiuti. Abbiamo imparato tanto dall’esperienza lì per i progetti in Nicaragua, in Colombia e in Amazzonia». Spazio di nuovo alla tv per il secondo tempo. Una botta di Darmian e Pirlo su punizione hanno riacceso la speranza nel versante azzurro, ma era un fuoco di paglia. L’ultima ad arrendersi è stata una bambina che scandiva “I-ta-lia” a pochi minuti dalla fine, mentre Fabio già esultava: “Campioni del mondo”. Ultimi minuti, poi la liberazione. «Siamo più forti quando affrontiamo le squadre più forti - ha aggiunto il supporter costaricense - ora siamo agli ottavi».
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