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Portobello, boom di clienti e 500mila euro in prodotti

di Marcello Radighieri
Portobello, boom di clienti e 500mila euro in prodotti

Distribuiti in un anno ai 1800 utenti, pari a 450 famiglie, dell’emporio di via Acqui Oea si studiano nuovi tipi di servizi e la creazione di un gruppo d’acquisto solidale

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Il 28 giugno di un anno fa Portobello apriva i battenti. L’Emporio sociale di Modena si prepara a spegnere la prima candelina e ad abbozzare un bilancio dell’anno di attività. Bilancio che, a sentire i responsabili dell’iniziativa, non può che essere positivo. «Eccellente», addirittura, se si vanno a guardare i dati. Da giugno 2013 ad oggi, infatti, 450 famiglie hanno usufruito dei servizi del supermercato, per un totale di circa 1800 utenti, “serviti” da 165 volontari attivi, 80 dei quali già clienti del supermercato. Ammonta poi a oltre 500mila euro il valore dei prodotti distribuiti nell’arco dell’anno: abbastanza per coprire dal 50% al 70% del fabbisogno mensile di ogni nucleo familiare. A coronare il tutto, infine, il riconoscimento arrivato dalla Fondazione Solidatas, che al progetto ha dedicato il primo premio della dodicesima edizione dell’omonimo concorso. Numeri importanti che testimoniano come l’iniziativa, nata dal lavoro di 23 associazioni di volontariato e supportato da aziende, organizzazioni e dal Comune - e coordinata dall’Associazione Servizi per il volontariato - sia cresciuta col tempo fino a divenire una realtà importante per la città. Risultati, ancora, che se da una parte fotografano la validità del progetto, dall’altra non possono che lasciare un pizzico di amaro in bocca. Perché se è vero che i numeri testimoniano un andamento innegabilmente positivo, è anche vero che fotografano una fascia della cittadinanza che vive in condizioni di povertà e vulnerabilità. E in questo senso, spiega Angelo Morselli, presidente uscente dell’Associazione servizi per il Volontariato, nell’ultimo anno non è cambiato granché. «Il contesto economico non è certo migliorato», e la disoccupazione resta sempre una piaga sociale. Per questo l’impegno di Portobello va avanti. Anche perché l’impegno dell’Emporio non si ferma alla distribuzione di generi alimentari. «La nostra - aggiunge Morselli - è una lotta contro l’esclusione sociale». Tradotto, si punta anche su «relazioni e valori». «Noi non vogliamo creare degli assistiti cronici, ma produrre nuovi canali per rimettere in gioco le persone». È uno sforzo, spiega in merito Gaetano Tripoli, responsabile di “Progetto Insieme”, «per ridare dignità alle persone». E proprio in questa direzione si colloca un’altra dimensione di crescita del progetto: quella della gamma di servizi offerti. Portobello non è infatti più solo un supermercato nel quale pagare con punti caricati dai servizi sociali sul codice fiscale. Con il passare dei mesi è diventato un vero e proprio spazio culturale dove è possibile «trovare aiuto per la gestione del bilancio familiare, per la scelta dei fornitori più economici delle utenze domestiche, per la soluzione di problemi legati al lavoro, per ricevere assistenze legali». Ed è già tempo di pensare agli sviluppi futuri: le associazioni sembrano infatti intenzionate ad avviare, per il 2015, un ulteriore espansione e risistemazione del market e ad affiancare ai servizi esistenti la creazione di un “Gruppo d’acquisto solidale”. Il tutto grazie alle organizzazioni partner. Una cinquantina in totale, «in costante aumento» secondo gli organizzatori. Le aziende sostengono l’iniziativa donando denaro o prodotti, al pari di tanti privati cittadini. «Anche se - spiega Giorgio Bonini, responsabile dell’associazione Porta Aperta - durante questi mesi non sono mancate le difficoltà». Legate soprattutto all’approvvigionamento degli scaffali. In qualche caso il supermercato si è infatti dovuto affidare a raccolte mirate per reperire specifici prodotti. «Il nostro impegno non si indirizza solo nel garantire generi alimentari in quantità, ma anche nel proporre una certa varietà degli stessi, qualora possibile».

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