Amo, raccolti 5,6 milioni per la sanità carpigiana
Bilancio positivo nei 18 anni di attività dell’associazione dei malati di tumore L’oncologo Artioli: «Due nuove sfide ci attendono: hospice e sala per i pazienti»
In circa 18 anni dalla data della sua fondazione ha raccolto 5 milioni e 600mila euro, tutti impiegati per progetti a favore delle strutture sanitarie carpigiane. Una cifra molto consistente che mette certamente l’Amo, l’associazione dei malati oncologici, sulla vetta dei gruppi di volontari locali. Il dato economico è stato riferito dal primario di Oncologia del Ramazzini, il dott. Fabrizio Artioli, in occasione del Gran Galà dell’Amo, appuntamento ormai tradizionale del mese di giugno.
«In dieci anni di cene di beneficenza a favore dell’Amo - ha detto con una battuta il primario - le nostre cuoche hanno fatto quintali di tortellini: messi in fila uno dietro l’altro, abbiamo fatto il conto, arriverebbero da Carpi fino a New York». Rotto il ghiaccio sono arrivati i temi importanti, annunciati di fronte a una folta platea di volontari e a un gruppo selezionato di medici e dirigenti, tra cui Mariella Martini, direttore generale Ausl; Giorgio Lenzotti, responsabile del presidio ospedaliero unico dell'Azienda Usl; Cristina Marchesi, direttore sanitario Ausl; Nunzio Borelli, presidente di Medibase Area Nord.
«Abbiamo due sfide che ci attendono - ha sottolineato Artioli - la prima è quella della ristrutturazione della sala d’attesa del Day Hospital Oncologico, l’altra è, come noto, la realizzazione dell’hospice, struttura per la cura e l’assistenza, tra gli altri, dei malati terminali. Per il primo progetto serve una cifra che si aggira sui 70mila euro, per l’hospice, invece, serviranno almeno tre milioni. Ci auguriamo di dare il nostro contributo raccogliendo una parte della somma necessaria». Per arrivare a totalizzare la somma globale, ovviamente, serviranno anche la generosità di tanti altri enti e organizzazioni. In tanti, a questo proposito, contano sulla capiente “borsa” della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi.
Una volta realizzata la struttura (sul “dove” un comitato tecnico sta valutando varie possibilità), la palla passerà all’Ausl che ha garantito la sua disponibilità a gestirla. «Non sarà di certo una passeggiata realizzare il nuovo hospice - ha detto Mariella Martini, direttore generale Ausl - ma da parte nostra c’è tutta la disponibilità ad appoggiare la nascita di questa nuova struttura. L’Ausl si impegna a sostenerne il funzionamento». La ferma volontà da parte dell’Amo di arrivare, nel giro di 3/4 anni, alla costruzione dell’hospice, si è manifestata anche nella decisione di assegnare i 5mila euro stanziati per il premio “Donata Testi”, al fondo di raccolta del denaro destinato al progetto. Nel frattempo continueranno le cene di beneficenza in modo che i tortellini, oggi virtualmente arrivati a New York, tornino anche a casa.
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