Debutto sui banchi, bacchettati i grillini
L’astensione del M5S sulla presidenza della Maletti porta alla sospensione dei lavori, poi il Pd vota Bussetti come vice
Come il primo giorno di scuola. Emozione, saluti tra vecchi amici, l’abito della festa e anche il rimprovero dei più “vecchi”. Cronaca del debutto del nuovo consiglio comunale, che ieri mattina ha visto il primo atto della legislatura firmata da Gian Carlo Muzzarelli, eleggendo Francesca Maletti presidente dell’aula, mentre la vicepresidenza è toccata al grillino Mario Bussetti non senza polemiche.
La convocazione era per le 10, ma la maggior parte dei consiglieri Pd ha preferito arrivare con largo anticipo. Non c’era nemmeno bisogno di ingannare l’attesa. La Sala dei Passi Perduti si trasforma in un set fotografico con tanto di riflettore sparato sui modelli in posa: consiglieri e consigliere pronti per la foto di rito da tenere nell’archivio del Comune. Passa qualche minuto è cominciano ad arrivare anche le forze di opposizione: Andrea Galli fa da padrone di casa per il “nuovo” Giuseppe Pellacani, mentre i grillini salgono lo scalone a ranghi compatti.
E piano piano comincia anche ad arrivare il pubblico. Curiosi pochi, sono soprattutto amici, parenti e nostalgici a riempire le sedie dell’aula, che per l’occasione aveva aumentato la capienza.
Qualche genitore emozionato per il figlio, fidanzate, mogli e anche figli a dare l’ultimo bacio a papà e mamma. Ma anche amici, come nel caso di Federica Venturelli - la più giovane di tutto il consiglio che domani affronterà la terza prova dell’esame di maturità classica al liceo Muratori - che tra i banchi aveva l’amica fidata Giulia Grispino, figlia dell’eurodeputata Cecile Kyenge.
Tra gli ex di turno del prepartita consiliare anche due sindaci del passato come Giuliano Barbolini e Giorgio Pighi, con quest’ultimo capace di uno scatto da centomestrista quando Muzzarelli e Maletti erano stati ufficialmente nominati tra tutti gli adempimenti burocratici del caso: durante l’applauso una stretta di mano “alla Pighi” per entrambe è servita anche a rompere il ghiaccio. Già, perchè comunque non era così automatico, per chi ricorda il percorso delle primarie, pensare a Gian Carlo Muzzarelli e Francesca Maletti uno di fianco all’altro a stringersi la mano, a porgere l’una la fascia tricolore all’altro e a confabulare. Saranno uno accanto all’altro per i prossimi cinque anni in consiglio, e questo per il Pd è già un risultato: «Siamo qui per i cittadini - ha detto la Maletti - e tra di noi non venga mai meno il rispetto». Nella pattuglia delle vecchie conoscenze anche Michele Andreana, Sergio Rusticali, Olga Vecchi, l’ormai ex assessore Roberto Alperoli, che ha guardato i suoi colleghi Fabio Poggi, Simona Arletti e Adriana Querzè sedersi tra i banchi del consiglio comunale.
Chi ha ben presente la divisione dei posti dell’aula non ha potuto non notare come da ieri sia più chiara che mai la nuova geografia dell’opposizione: nei banchi che furono del Pdl, oggi siedono i grillini, capitanati da Marco Bortolotti. Quei i consiglieri del M5S (ieri, dei cinque, assente giustificato Marco Rabboni) che ieri si sono astenuti sul voto a Francesca Maletti per la presidenza del consiglio comunale. Un’astensione inutile dal punto di vista del risultato - tutto il resto dell’aula l’ha votata, opposizione compresa - ma che ha dato un chiaro segnale politico di come il Movimento non voglia rimettersi nemmeno a logiche istituzionali. Una presa di posizione che non è piaciuta a nessuno. Paolo Trande, capogruppo Pd, che aveva presentato la candidatura della Maletti, è quindi nuovamente intervenuto sottolineando che il suo gruppo «si sarebbe augurato di iniziare a lavorare con il massimo della condivisione possibile su queste cariche istituzionali, poiché la condivisione è una garanzia al buon funzionamento dell’istituzione. Come principio – ha aggiunto - votiamo alla vicepresidenza la candidatura rappresentativa del maggior numero dei cittadini, anche se ci sarebbe piaciuto avere una carica rappresentativa di tutte le liste».
Andrea Galli (FI) ha quindi «richiamato il rispetto delle opposizioni a tutto tondo» aggiungendo «avrei voluto votare il candidato del Movimento 5 Stelle, ma non mi è possibile perché mentre il Pd ha obblighi numerici, noi possiamo dire chiaramente che non ci è piaciuto che vi siate dissociati dal voto alla presidenza del Consiglio. Quindi ci asterremo con molto disappunto». Dopo la prima votazione con esito negativo (21 favorevoli su 32, mentre era necessaria la maggioranza dei due terzi), Galli ha chiesto al Movimento 5 Stelle di ritirare la candidatura che Bortolotti non ha ritirato precisando che il suo gruppo «non har votato contro la presidenza, ma gestito una situazione cercando di non opporsi a una evidenza palese: la presidenza alla maggioranza».
In seconda votazione si è arrivati comunque all’elezione di Mario Bussetti con 22 voti. Il Pd ha voluto dare un segnale, facendo astenere sei suoi consiglieri. Una mossa politica spiegata da Trande: «Non potevamo permettere che prendesse più voti di Francesca Maletti. Noi abbiamo agito con responsabilità istituzionale, votando il candidato del partito di opposizione più numeroso in aula, ma senza rinunciare ad evidenziare la delusione per la mancata condivisione delle figure di garanzia».
@dvdberti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
