Modena, Muzzarelli e la sua Giunta: «Manca l’uomo forte? Per quello ci sono io...»
Il sindaco presenta la giunta: «È una squadra condivisa da tutta la coalizione» Cavazza vicesindaco. Deleghe accorpate: scuola e cultura, sport e ambiente
La giunta di Gian Carlo Muzzarelli. Scritta così sembra un’ovvietà e non è certo una notizia, ma è il mantra che il sindaco ha ripetuto più di ogni altra cosa in occasione della presentazione della sua squadra.
I nomi sono quelli che la Gazzetta aveva già anticipato due giorni fa, ieri è arrivata anche la conferma delle deleghe. Si tratta di una giunta nuova, con sorprese e scommesse, “muzzacentrica” nel senso più pratico del termine: «Sono persone adatte a governare, non a stupire, perché la politica non è un varietà». Saranno la faccia di Muzzarelli nei vari ambiti, il sindaco non delegherà in toto, sarà al loro fianco nelle scelte e nelle strategie «che saranno tutte prese in modo collegiale e unanime». Il “muzzapensiero” emerge ancora più chiaramente quando risponde fermamente ad ogni appunto: «Manca l’uomo forte? L’uomo forte è Gian Carlo Muzzarelli». E ancora: «Manca un ex assessore in quota Maletti (riferimento a Poggi e Boschini)? Non c’è nessun problema, la giunta ha trovato strategia condivisa e nessun problema all’interno di tutto il centrosinistra».
Tra le novità principali alcuni accorpamenti di deleghe che tengono conto «del programma e dell’affinità e complementarietà delle materie», ha spiegato Muzzarelli sottolineando come la riduzione del numero degli assessori da dieci a otto comporta necessariamente la formazione di assessorati “pesanti”. A cominciare dal sindaco stesso, che avrà direttamente la responsabilità di sicurezza, legalità Europa e cooperazione internazionale.
Nessun giudizio sulle persone - ci mancherebbe e per loro parleranno i fatti - ecco piuttosto un’analisi di come si presenta questo gruppo fatto di quattro uomini e altrettante donne. Rispetto al passato tanti segni di discontinuità: manca chi aveva nel suo pedigree esperienza politica di partito, mancano ex sindaci o amministratori, nessun presidente o manager di impresa.
Nasce così una giunta monocratica, dove gli assessori aiuteranno il sindaco a svolgere al meglio un ruolo che il pd gli ha delegato in toto. Ma forse era anche questa la condizione che Muzzarelli mise sul tavolo il 7 gennaio scorso quando decise di scendere in campo.
GIANPIETRO CAVAZZA (vicesindaco, con deleghe a Cultura, Rapporto con l’Università e Scuola). Qui c’è il primo vero punto strategico delle scelte di Muzzarelli: scuola e cultura insieme. «Il sapere - ha detto il sindaco - deve essere una delle nostre grandi sfide». Cavazza, 56 anni, sposato con quattro figli, laureato in Scienze Agrarie, è presidente del Centro Culturale Ferrari ed è in quota Maletti. Uomo di formazione cattolica, avrà il compito di portare avanti la Fondazione Cresci@mo e di «proseguire il buon lavoro di Alperoli», ha detto Muzzarelli.
ANNA MARIA VANDELLI (Urbanistica, Edilizia, Politiche abitative, Aree produttive). È la vera sorpresa, che nessuno quotava fino a tre giorni fa: «Un assessorato politico e strategico - ha detto Muzzarelli - che vedrà nel nuovo regolamento urbanistico la priorità insieme alla sburocratizzazione. E in sei mesi la città si confronterà per arrivare al nuovo Psc». Vandelli, 53 anni, è avvocato specializzato in diritto amministrativo con particolare attenzione alle materie che attengono alla tutela e alla trasformazione del territorio. Si sappia, comunque, che al tavolo urbanistico si siederanno sempre anche Muzzarelli, Giacobazzi e Maletti.
GIULIO GUERZONI (Sport, Politiche giovanili, Ambiente, Politiche energetiche e Servizi civili, Protezione civile e Volontariato). È una delle due giovani scommesse di questa giunta. Il binomio sport e ambiente è un altro aspetto molto interessante della politica cittadina. Guerzoni, 31 anni, già consigliere Pd, uomo di fiducia delle polisportive, si dovrà dividere tra parecchi incarichi ed eredita l’ambiente che, insieme all’urbanistica, è quello che ha messo in crisi il rapporto giunta Pighi-partito nella precedente legislatura.
GABRIELE GIACOBAZZI (Lavori pubblici, Patrimonio, Infrastrutture e Reti, Mobilità, Sicurezza del Territorio). È l’uomo forte e di fiducia. Il fatto che la sicurezza del territorio stia sotto le sue dipendenze e non all’ambiente ne è chiara testimonianza. Giacobazzi, 64 anni, due figli, ingegnere e professore, è l’unica conferma. Il cambio di delega un atto dovuto da accordi politici.
INGRID CAPORIONI (Lavoro, Formazione professionale, Partecipazione, Quartieri, Centro storico, Pari opportunità). Sel voleva molto di più, ma tutto sommato un insieme di deleghe che hanno la loro coerenza. Caporioni, 46 anni, sposata con un figlio, torna al Centro Storico dopo esserne stata presidente.
LUDOVICA CARLA FERRARI (Bilancio, Finanze, Tributi, Sistemi informatici e Smart city, Personale, Riforma Pubblica Amministrazione). La cassaforte del Comune va alla Maletti nella mani della “Madia locale” a cui spetta il compito di riformare la pubblica amministrazione con la marcia in più della smart city. Ferrari, 31 anni, sposata, dottore agronomo e prossima alla laurea in architettura è anche una fedelissima di Matteo Richetti.
GIULIANA URBELLI (Coesione sociale, Sanità, Welfare, Integrazione e Cittadinanza). È stata una delle scelte blindate del Pd, con l’ala ex Ds che voleva riprendere in mano i servizi sociali. Urbelli, 40 anni, responsabile del controllo di gestione dell’ospedale di Sassuolo, arriva dall’esperienza di consigliere comunale.
TOMMASO ROTELLA (Attività economiche - turismo, commercio, agricoltura, artigianato, Pmi e cooperazione - Promozione della città). Centro Democratico, partito alleato, può ritenersi più che soddisfatto. Rotella, 42 anni, sposato con due figli, è avvocato cassazionista: sarà interessante vedere come si potrà conciliare la promozione della città staccata da cultura e centro storico.
@dvdberti
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