Gazzetta di Modena

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Misericordia, una colletta per far girare l’ambulanza

di Saverio Cioce
Misericordia, una colletta per far girare l’ambulanza

Deficit ormai vicino ai 3 milioni, raccolti i fondi per pagare subito il carburante Contributi Inps mancanti, a Giovanardi sequestrati casa e conti per 335 mila euro

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Un’assemblea silenziosa, conclusa con gli applausi e gli occhi lucidi quella di venerdì sera in S. Cataldo. Il crac finanziario della Misericordia di Modena è stato sezionato cifra per cifra e alla fine i presenti hanno anche fatto una colletta per pagare il gasolio delle ambulanze. Altrimenti già da stamattina un paio di queste sarebbero rimaste ferme in cortile. Per uno di quei paradossi che sono il marchio di fabbrica delle associazioni di volontariato, quando il presidente Giovanardi ha alzato bandiera bianca alla fine della sua lunga relazione i volontari hanno confermato a uno a uno il loro impegno per non lasciare un pezzo di Modena senza assistenza. Di più: con un passaparola immediato hanno messo mano al portafoglio e messo a disposizione un minuscolo salvadanaio per le spese correnti.

Dopo la Caporetto finanziaria tutta la Misericordia fa quadrato per garantire la sopravvivenza dell’associazione nel momento più buio, quando non ci sono neppure i soldi per le bollette della luce e del telefono. Mancano le munizioni economiche dopo il buco di bilancio scoperto a colpi di raccomandate e denunce piovute in pochi giorni sul capo del presidente Daniele Giovanardi. Quest’ultimo ha scoperto che per anni, a dispetto delle rassicurazioni continue e dei bilanci ottimistici stilati dalla direttrice Anna Maria Lombardo, non erano stati versati i contributi all’Inps per le decine di dipendenti assunti per la gestione del Cie di Bologna e in parte di Modena. Solleciti e ingiunzioni sono stati nascosti e il risultato finale è a senso unico.

«Il 3 giugno scorso mi è stato notificato un avviso di garanzia e un provvedimento di sequestro dei miei beni personali, casa e conti correnti, per un totale di 335 mila euro - racconta Giovanardi - Mi hanno lasciato solo la mia vecchia Multipla con 300 mila km, invendibile se messa all’asta. E non è tutto: devo pagare, come legale rappresentante di un’associazione che non ha versato 797 mila euro di contributi Inps per tre anni, altri 426 mila euro. In pratica sono indebitato a vita, mi sequestreranno la pensione».

Siccome al peggio non c’è mai fine la ricognizione dei debiti è difficilissima, aggravata dal fatto che la direttrice factotum, la Lombardo per l’appunto, quando è rimasta a casa si è portata dietro i libri contabili. I componenti del direttivo stanno facendo in queste ore il giro delle sette chiese, dall’ Agenzia delle Entrate agli enti di previdenziali, passando per la Lapam che teneva la contabilità. In più, proprio per non farsi mancare nulla, ogni giorno arrivano ingiunzioni e decreti di creditori che pretendono dopo mesi e mesi di solleciti, il pagamento di servizi vari, minacciando il pignoramento. Un cannoneggiamento continuo che ha mantiene in trincea i soci sul Piave di un difficile pareggio economico. Gli amici delle Misericordie della regione hanno promesso un contributo per l’immediato; mercoledì è fissata una riunione a Firenze, coi dirigenti nazionali, per tirare le somme.

Nel frattempo, atti giudiziari alla mano, Giovanardi ha scoperto e comunicato ai soci che decine di comunicazioni legali indirizzate a lui, come presidente della Misericordia, non sono mai arrivate. Ma nell’ordinanza di sequestro notificata dal giudice si è accorto che l’associazione da lui presieduta ha ottenuto per il la gestione del Cie nel 2010 il milione e 600 mila euro dovuti, ma i 308 mila euro di contributi per i dipendenti non sono mai stati versati. Tutto a sua insaputa.

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