«Quella sera al bar a vedere la partita Stava rincasando»
Marano. Gli amici raccontano le ultime ore della vittima «Aveva avuto problemi di droga ma da tempo era a posto»
MARANO. Un padre che amava sua figlia,lo si vedeva in giro con lei per Marano. Un padre che agli amici ripeteva: «Mia figlia è tutta la mia vita». Un uomo che sì, quand’era un ragazzo, aveva avuto qualche problema con la droga, ma che da tanti anni si era rimesso in carreggiata, aveva un buon lavoro da dipendente per una ditta che costruisce pozzi idraulici e viveva in funzione della figlia. Questo il ritratto di Roberto Ricchi che emerge dalle testimonianze raccolte da parenti e amici. In paese c’è incredulità per quello che è accaduto. Roberto, l’altro ieri, era andato normalmente a lavorare alla Debbi Pozzi, in via Masera di Sotto 3/4 di Spilamberto. Alle 17,30 aveva ultimato il normale orario di lavoro ed era rimasto a Spilamberto, per guardare la partita dell’Italia contro il Costa Rica. Aveva scelto di vederla con alcuni amici, tra cui alcuni suoi colleghi di lavoro, al bar Liberty, in via dei Marmorari 54, sempre nella zona artigianale di Spilamberto. Poco dopo la partita ha salutato gli amici e se n’è andato. Ed è stato ucciso. Racconta il cugino Paolo: «Era una brava persona, a posto. Non avrebbe mai fatto male a una mosca». E un nipote aggiunge: «La notizia di quello che è accaduto ci ha lasciato sconcertati. Non sarebbe stato mai in grado di fare del male a nessuno: al massimo qualche volta poteva essere un po’ brusco, spazientirsi un attimo, ma picchiare o fare del male, quello no, non l’avrebbe mai fatto». E Paolo aggiunge: «Vorrei anche smentire qualsiasi ipotesi su un regolamento di conti: Roberto non aveva problemi di soldi, non frequentava brutte compagnie, era spesso in casa e quando usciva con me ci vedevamo al bowling di Savignano per fare due chiacchiere. Non aveva scheletri nell'armadio».
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