Gazzetta di Modena

Modena

Bike fest, un debutto convincente

di Giulia Manzini
Bike fest, un debutto convincente

Buon riscontro di pubblico e tanta curiosita per l’iniziativa in piazza XX settembre

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Si è svolto ieri, con notevole riscontro di pubblico, in piazza XX Settembre, il "Bike fest": rassegna rivolta a tutti gli innamorati della bicicletta, che hanno gradito le tante iniziative promosse per tutta la giornata, nella nuova kermesse ideata dalla neocostituita associazione no profit di cicloamatori "Ideal" presieduta da Marco Belforti; associazione che conta già una cinquantina di giovani iscritti. La mattinata è cominciata all'insegna della solidarietà grazie a un'asta di biciclette usate (un centinaio gli incuriositi spettatori) il cui ricavato (circa 600 euro) sarà devoluto alla protezione civile di Modena. Il "Bike fest" si è svolto in contemporanea con Modena terra di motori e l'evento clou della rassegna è stata l'inedita e originale "Modenabikemarathon": caccia al tesoro cui hanno preso parte 25 squadre composte da almeno due iscritti; una gara da realizzarsi rigorosamente alla guida della propria bicicletta, alla ricerca di 20 luoghi significativi del centro storico fotografati e poi pubblicati subito in diretta su instagram: la squadra prima classificata ha vinto in questo modo una bicicletta pieghevole. In tempi di crisi economica, con il carburante alle stelle, è giocoforza utilizzare la bicicletta e, grazie all' austerity, è sinonimo di lungimiranza utilizzare il velocipede coniugandolo col gioco, il divertimento in centro. La cerimonia di premiazione della curiosa "caccia al tesoro" si è svolta sul tardo pomeriggio in via Sant'Eufemia, dove i partecipanti hanno gustato un rigoroso quanto salutistico "aperitivo antidoping": una tematica affrontata di primo petto e quasi " a muso duro" in serata, sempre in piazza XX Settembre dove, alle 21,30, è stato proiettato, con ingresso gratuito, il docufilm "The Armstrong lie", realizzato nel 2013 dal regista Alex Gibney negli Usa, proiettato al Festival di Venezia. Un docufilm incentrato su interviste e sequenze d'archivio alternate alle leggendarie imprese di Lance Armstrong, noto ciclista americano, originario del Texas, vincitore di ben sette Tour de France ma riconosciuto colpevole di aver fatto ricorso al doping e, in seguito, reo confesso: è nota a tutti la sua scandalosa chiamata di correità rivolta all'indirizzo di tutti i ciclisti professionisti che praticano l'agonismo nei vari circuiti internazionali. La scelta di proiettare il documentario di Gibney si è rivelata coraggiosa e lungimirante: lo attestano i lunghi applausi tributati da parte del pubblico presente alla fine della serata. Forse una tappa obbligata per una neonata associazione di giovanissimi appassionati ciclisti, che hanno così denunciato esplicitamente l'orrenda piaga del doping, praticato purtroppo in gran misura non solo dai professionisti, ma anche da tante squadre di cicloamatori dilettanti.

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