Gabbi: «Ho reagito alla sua aggressione» VIDEO
Delitto di Vignola. L’arrestato ha incontrato in cella il suo avvocato. «Non lo conoscevo». È sotto choc. Oggi incontro col gip
VIGNOLA. «Mi inseguiva, quando siamo scesi dalle auto mi ha aggredito». Franco Gabbi, l'uomo fermato per l'omicidio di Roberto Ricchi, ha dato la sua prima, parziale versione dei fatti di venerdì sera, al Bettolino di Vignola. Ieri mattina infatti è stato il momento del primo incontro tra Gabbi in carcere e il suo avvocato difensore, Luca Brezigar. Il faccia a faccia tra l'accusato e il suo difensore è stato breve e difficile. «È molto sconvolto - spiega Brezigar - Più volte abbiamo dovuto interrompere il colloquio per asciugargli le lacrime. Instancabile lavoratore e uomo religioso è completamente sotto shock da quanto successo. Ricchi gli è praticamente morto tra le braccia». Gabbi, 50 anni, residente a Formica di Savignano e impiegato come facchino in una ceramica della zona è stato arrestato venerdì sera, mentre vagava in stato confusionale nei pressi del luogo dell'omicidio di Roberto Ricchi, 50enne residente a Marano e impiegato alla Debbi Pozzi di Spilamberto.
«Quello che racconta - continua l'avvocato che insieme alla collega Chiara Bardelli difenderà Gabbi - è tipico di un'aggressione inusitata a fronte di una manovra stradale sbagliata». Siamo ancora nel campo delle prime ricostruzioni ma dalle prime informazioni riferite dall'arrestato Ricchi lo stava inseguendo in auto, probabilmente a causa di uno sgarro al volante, forse un sorpasso azzardato o una mancata precedenza, facendoli segno di fermarsi. Entrambi gli automobilisti si sono così fermati e quando sono scesi dalle rispettive auto è partita la colluttazione conclusasi con la morte del maranese. Ora, continua l'avvocato difensore, «è tutto in mano alle consulenze tecniche. La prova scientifica sarà importante per capire esattamente cos'è successo, qual è stata la dinamica, qual'era l'angolatura del coltello e domani ci sarà l'esame autoptico sul corpo di Ricchi. Abbiamo già nominato i nostri consulenti tecnici: due medici legali e l'investigatore che dovrà verificare luoghi e fatti, trovare eventuali testimoni e smentire eventuali contatti pregressi tra i due». Infatti «Ricchi e Gabbi non si conoscevano - spiega Brezigar smentendo le indiscrezioni uscite nei giorni scorsi - da piccoli forse si sono incontrati, vivendo nello stesso paese, ma nulla di più, nessuna ruggine tra di loro». Dal primo colloquio arrestato-avvocato emerge anche quella che sarà la linea difensiva: «Legittima difesa - spiega Brezigar - con tutte le sue sfaccettature: eccesso di legittima difesa, piuttosto che putativa, le modalità sono ancora da verificare e molto lo diranno le perizie tecniche». Stamane Franco Gabbi comparirà davanti al giudice per le indagini preliminari che dovrà decidere se convalidarne l'arresto. «Prima dell'incontro - spiega il legale - chiederò di poter parlare con il mio assistito perché è disperato e poco lucido e non è detto sia in grado di parlare col Gip».
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