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I negozianti modenesi: «Il Pos obbligatorio? Altro regalo alle banche» - VIDEO

di Marco Amendola
I negozianti modenesi: «Il Pos obbligatorio? Altro regalo alle banche» - VIDEO

Dal 30 giugno pagamenti “virtuali” al di sopra dei 30 euro, critici gli esercenti «Quasi tutti sono abituati al contante e poi così non si abbatte certo l’evasione»

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È una di quelle novità che certo non vengono accolte con entusiasmo da chi, commerciante, si trova ad avere a che fare con scontrini dei clienti che non raggiungono certo cifre elevatissime. Eppure l’obbligo è arrivato e volenti o nolenti i commercianti si dovranno adeguare

«L'ennesimo regalo alle banche». È questa l'opinione di alcuni commercianti del centro storico riguardo il Pos, l'apparecchio che consente di pagare con il bancomat, e di cui gli esercenti, ma anche professionisti e artigiani, dovrebbero dotarsi a partire dal prossimo 30 giugno per pagamenti d'importo superiore a 30 euro. L'obbiettivo del Governo è quello di usare il denaro elettronico e la tracciabilità per ridurre l'evasione fiscale, ma nel piccolo commercio la tradizione italiana è quella di utilizzare il contante per fare acquisti al dettaglio. I commercianti non vedono di buon'occhio questa nuova ipotesi del Pos.

«Oggi ci obbligano a fare tante di quelle cose. Daranno delle proroghe sicuramente, ma da noi i clienti pagano sempre con il contante, e nessuno con il Bancomat», spiega Maria Rosa Mucciarini titolare di un banco di macelleria al mercato coperto di via Albinelli. Massimo Bedendo, del banco panetteria punta il dito contro la grande evasione: «Se la motivazione principale dovrebbe essere quella di contrastare l'evasione fiscale, in un momento storico come questo dove tutti i pesci grossi vengono presi con le mani nel sacco con evasioni milionarie e tangenti, imporre il Pos agli esercenti vuol dire creare delle dinamiche e dei problemi a tante persone. Per noi commercianti i costi del Pos li scopriremo dopo, ma sarà sicuramente un costo che andrà a caricarsi sull'impresa, oltre alle tasse che con quelle già ci stanno massacrando». Il titolare di un banco alimentari spiega: «Speriamo che le banche siano clementi. I costi secondo me saranno alti. È una questione di costi perchè il Pos se fosse gratuito lo useremmo volentieri, ma sappiamo che non sarà così», mentre il gestore della Panetteria Enzo osserva: «Si pensa sempre ad agevolare le banche e non i piccoli imprenditori. I clienti che vengono qui al mercato usano tutti il contante».

C'è anche chi il Pos lo ha già preso, come Giuseppe Giordano gestore di una pizzeria al taglio in piazza Grande: «Ci siamo dotati del Pos, ma lo abbiamo preso solo per i turisti stranieri perchè gli italiani usano il contante. Secondo il nostro piano, il Pos ha un costo variabile in base all'utilizzo, ma le banche dovrebbero venirci incontro. In molti paesi il Pos è gratuito, mentre in Italia si paga e secondo me questo ne impedisce la diffusione».

Anche in una tabaccheria in via Emilia sono scettici: «Ce lo abbiamo per chi usa il Bancomat per fare gli acquisti come i regali di Natale. Per altri acquisti non conviene. In tabaccheria molte persone usano il contante» . La signora Michelina titolare di un bar in via Canalino spiega: «Il Pos può essere una cosa giusta se però viene esonerato da spese da parte della banca. Se diventa un obbligo deve essere comunque esente da spese, non deve essere un motivo per far guadagnare le banche. Oggi molti usano i buoni pasto nei bar, ma i contanti sono ancora utilizzati da tutti. Il Pos evita il giro di denaro e si evita la preoccupazione di avere delle rapine», conclude.

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