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Palio aceto balsamico

Palio aceto balsamico

SPILAMBERTO. Il migliore aceto balsamico tradizionale? Viene da Formigine, ed è quello di Giuseppe Corradini, che ieri a Spilamberto si è aggiudicato il 48esimo Palio di San Giovanni. Corradini non è...

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SPILAMBERTO. Il migliore aceto balsamico tradizionale? Viene da Formigine, ed è quello di Giuseppe Corradini, che ieri a Spilamberto si è aggiudicato il 48esimo Palio di San Giovanni. Corradini non è nuovo del Palio, da anni partecipa e in più di un’occasione è entrato nella fatidica ‘top12’, tra i 12 finalisti. «In passato – spiega a caldo ed emozionato per la vittoria il vincitore – sono già arrivato quarto, oppure quinto o ottavo e finalmente l’impegno di tanti anni è stato ripagato, perché finchè uno dice che il proprio aceto è il migliore non vuol dire molto, non si è obiettivi, serve che sia qualcun altro a dirlo, come oggi».

La sua è una batteria rodata, tramandata di padre in figlio: «Ho iniziato a seguirla – continua – quando mio padre ha detto basta, decenni fa, la botte più vecchia avrà cent’anni. Da allora ho curato questa batteria con l’unica tecnica possibile: la calma». Entusiasta anche il sindaco Maria Costi di Formigine, che conosce bene Corradini: «A Formigine – spiega – segue la pubblicazione dei Quaderni di Formigine, che ripercorrono la storia della città dal medioevo a oggi, con la stessa dedizione che mette nell’aceto. Si vede che la dedizione paga», chiosa il primo cittadino. Al Balsamico numero uno in quelli che erano i domini degli Estensi è stato consegnato, come da tradizione il cucchiaio d’oro per l’assaggio, il diploma della Consorteria dell’Aceto balsamico Tradizionale e il ‘Torrione d’oro’, mentre a breve arriverà il riconoscimento per eccellenza del Palio: la marchiatura a fuoco della propria batteria con il logo della Consorteria, ad opera del Gran Maestro. Premiati anche gli altri 11 finalisti: al secondo posto Roberto Antichi di Modena con 314,8 punti, al terzo Maurizio Righi di Soliera con 314,08; seguono Carlo Luppi di Ravarino e Enzo Lei di Maranello, rispettivamente con 313,9 e 313,667. Tra i 12 è stata una sfida all’ultimo assaggio, lo dimostra la distanza dei punteggi dal primo al 12esimo finalista, poco meno di 5 punti, un inezia, tanto che per stilare la graduatoria finale assaggiatori e Maestri assaggiatori sono dovuti ricorrere ai millesimi, valutando pastosità, colore, persistenza un altro gran numero di caratteristiche dell’oro nero, «a segno – commenta Luca Gozzoli, Gran Maestro della Consorteria – della bontà e della cura che ognuno mette nel proprio aceto». È stata un’occasione speciale del Palio, per diverse ragioni: la manifestazione si sta avvicinando al mezzo secolo d’età, poi perché «quest’anno – spiega Gozzoli - numeri da record per il Palio: ben 1.480 i partecipanti. È un grande traguardo».

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