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S. Paolo del Begarelli messo all’asta da Sotheby’s Londra

S. Paolo del Begarelli messo all’asta da Sotheby’s Londra

La scultura in terracotta che rappresenta probabilmente San Paolo: si tratta di una produzione alta 120 centimetri, probabilmente realizzata dal maestro tra il 1530 e il 1540 e stimata tra i 122mila e i 183mila euro

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Le forze economiche della città, dalle banche alle fondazioni sino alle maggiori coop e aziende confindustriali, pur in questo momento economicamente complesso dovrebbero fare uno sforzo per portare in città un'opera di una delle maggiori glorie artistiche. Si tratta di una bella statua attribuita ad Antonio Begarelli, grande artista del '500 modenese che ha lasciato capolavori in molte chiese del Modenese mentre ulteriori opere sono conservate in Galleria Estense e ai Musei civici. Va all'asta il 10 luglio a Londra presso la casa d'aste Sotheby's la scultura in terracotta che rappresenta probabilmente San Paolo: si tratta di una produzione alta 120 centimetri, probabilmente realizzata dal maestro tra il 1530 e il 1540 e stimata tra i 122mila e i 183mila euro. Certo una cifra non bassa, che attesta la qualità dell'opera, e che i musei cittadini non possono certo permettersi. Ma ecco che potrebbero subentrare gli enti più "ricchi" della città dando finalmente corso a tante parole spese da tutti negli ultimi tempi. Non più di qualche giorno, ed è solo l'ultimo caso, una importantissima azienda emiliana ha ricordato che "l'investimento in cultura rappresenta il più importante investimento che un territorio può fare su se stesso". Certo, si riferiva al restauro del S.Agostino, ma la cultura si alimenta attraverso molte forme, volendo andare oltre le parole. Sarebbe dunque utile trovare finanziamenti anche per l'arte antica, oltre che per l'arte contemporanea e la fotografia internazionale. L'opera all'asta è davvero di prima qualità. Gli esperti della casa d'aste spiegano che si tratta di una realizzazione in coerenza con i lavori degli anni maturi di Begarelli. In effetti si notano in particolare affinità con le grandi figure dei santi Francesco e Bonaventura scolpite per la chiesa di San Pietro di Modena (siamo negli anni seguenti al 1543), oppure con i santi Benedetto e Giovanni Evangelista del transetto di San Giovanni Evangelista a Parma (1540-3). L'opera non era presente nella grande mostra del 2009 " Emozioni in terracotta di Guido Mazzoni e Antonio Begarelli. Sculture del Rinascimento emiliano", ma ci sono notevoli affinità con molti dei lavori a quel tempo esposti al Foro Boario. (s.l.)

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