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Delitto di Vignola, Gabbi ai domiciliari

Delitto di Vignola, Gabbi ai domiciliari

Al 50enne savignanese concessa la misura alternativa al carcere. Tante le questioni ancora aperte, a cominciare dall’arma

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SAVIGNANO. Arresto convalidato per Franco Gabbi, che ha ucciso con una decina di coltellate Roberto Ricchi, 51 anni, venerdì scorso. Il Gip, durante l’udienza di ieri mattina in tribunale, gli ha però concesso gli arresti domiciliari, così come richiesto dagli avvocati difensori Luca Brezigar e Chiara Bardelli. «Il mio cliente ha risposto a tutte le domande del magistrato - ha spiegato l’avvocato Brezigar - ha ribadito che la circostanza non è stata voluta e che non si spiega il motivo del litigio. Stando a quanto ha raccontato, avrebbe effettuato quella sera una manovra con l’auto che ha disturbato l’altro. Ricchi gli ha suonato il clacson e lo ha inseguito per un tratto. Poi si sono fermati; Gabbi ha inserito il freno a mano, è sceso e dice di essere stato subito aggredito con un pugno in faccia e un colpo alla testa. Da lì è nata la colluttazione. Ricchi lo ha aggredito, un testimone ha visto l’aggressione, molto violenta, inusitata. Quando Ricchi è riuscito a divincolarsi sbracciando, ha preso coltello dalla tasca e lo ha agitato; allora Gabbi si è reso conto che l’altro aveva l’arma, lo ha allontanato con un calcio al plesso solare, il contendente ha perso il coltello e Gabbi si è buttato con tutte e due le mani a prendere l’arma. Lui voleva sottrarre l’arma al contendente, l’altro voleva evitare che se ne impossessasse l’avversario. Ricchi ha cominciato a percuotere Gabbi mentre questi era chinato e lui ha risposto con l’arma. Questa sarebbe la ragione delle ferite inferte; saranno poi le prove scientifiche a verifiche se la ricostruzione risulta compatibile con la dinamica fornita. Gli è stato anche chiesto perchè non abbia pensato di buttare via il coltello o di indietreggiare e scappare. C’è anche un testimone che ha accompagnato a casa la compagna e poi è ritornato sul posto, fermandosi in un secondo tempo». Restano comunque molte le questioni ancora da chiarire, come di chi fosse il coltello e chi sia stato effettivamente il primo a impugnarlo.

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