Guiglia, fingono di prendere il sole e fanno razzia nelle auto
Coppia di nomadi è stata bloccata dai carabinieri a Ponte Samone di Guiglia Sono accusati di una raffica di furti nelle zone fluviali del nostro Appennino
GUIGLIA. Prendevano il sole nelle acque del Panaro fingendosi turisti ma poi razziano le auto di chi aveva voluto trascorrere la giornata lontano dal caldo della città e della pianura. A smascherarli e far scattare ai loro polsi le manette i carabinieri della Compagnia di Pavullo, con l’aiuto dei colleghi di Serramazzoni e Sestola che lo scorso weekend hanno arrestato due italiani, marito e moglie di 50 e 49 anni residenti nel campo nomadi di Modena. Sarebbero loro gli autori di almeno una decina di furti alle auto parcheggiate nei finesettimana lungo il greto del Panaro nella fascia montana.
I due ladri - pregiudicati e che vivevano nel campo nomadi di via Cavo Argine a Modena - raggiungevano con la loro Fiat Punto grigia i luoghi in prossimità del Panaro, nelle zone fluviali, dove i turisti sono soliti prendere il sole e rinfrescarsi nelle fresche acque del fiume.
Una volta arrivati sul posto, fingendo anch’essi di prendere il sole, spaccavano i vetri delle automobili parcheggiate per poi rubare tutto quello che trovavano all’interno.
Minuziose le indagini dei carabinieri, scattate quando i due hanno rubato il bancomat ad un uomo di Zocca e lo hanno usato per effettuare il pieno di benzina alla propria vettura. Per circa dieci giorni gli uomini dell’Arma hanno effettuato appostamenti in borghese, con l’utilizzo di auto civetta e binocoli. A volte gli stessi carabinieri hanno indossato il costume per mescolarsi alla folla che si abbronzava nei tratti più affollati del fiume. Una volta individuati sono stati inseguiti e pedinati fino allo scorso fine settimana a Ponte Samone di Guiglia. La coppia di malfattori aveva appena iniziato a mettere in moto il solito piano, ma questa volta, spaccato il primo vetro, si sono visti piombare addosso i carabinieri che li hanno subito arrestati e portati in carcere.
Una volta perquisita l’auto dei malviventi le forze dell’ordine i militi hanno trovato occhiali, giubbotti, borse, soldi e altra refurtiva risalente a colpi precedenti, che è stata prontamente restituita ai proprietari. Continuano le indagini dei carabinieri, i coniugi sono i principali sospettati di tutti i furti avvenuti nell’ultimo mese nelle zone fluviali del nostro Appennino. Sembra infatti che la coppia fosse un’habitué di questi colpi e che vivesse grazie alla refurtiva che riusciva a razziare dalle automobili in sosta.
Sollevati i turisti che finalmente potranno passare una giornata a prendere il sole e a godersi le fresche temperature delle nostre montagne, senza la paura di trovarsi, al momento del rientro la propria autovettura con un vetro rotto e senza più i propri beni.
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