La crisi ha rallentato ma il credito bancario resta ancora negativo
L’indagine di Unioncamere, Confindustria, Intesa Sanpaolo: nei primi 3 mesi 2014 segni positivi dopo 9 trimestri in calo
La crisi rallenta ma la cautela è d'obbligo. Specialmente se si considera il credito, che continua a registrare valori a segno meno, che per le famiglie e imprese modenesi si traduce in un -3,1 per cento.
È quanto emerge dall'indagine congiunturale relativa al primo trimestre 2014 sull'industria manifatturiera, realizzata in collaborazione tra Unioncamere Emilia-Romagna, Confindustria Emilia-Romagna e Intesa Sanpaolo.
Secondo l'analisi, produzione, fatturato e ordini dell’industria dell’Emilia Romagna tornano in positivo dopo 9 trimestre consecutivi di segno negativo mentre soffre ancora la domanda interna.
Le industrie meccaniche, elettriche e mezzi di trasporto, tra le più aperte all’internazionalizzazione, hanno evidenziato un aumento della produzione dell’1,1 per cento. In crescita anche le industrie alimentari (+0,3 per cento). Il fatturato ha ricalcato quanto registrato per la produzione: è stato registrato un incremento dello 0,2 per cento rispetto all’analogo periodo del 2013. Le esportazioni, pari a 12,5 miliardi di euro, hanno fatto segnare un sensibile incremento (+5,6 per cento). Molto più contenuto l’incremento delle vendite all’estero nazionali (+1,9 per cento).
«L’indagine conferma alcuni segnali positivi, seppure ancora timidi – ha commentato il presidente di Unioncamere Emilia-Romagna, Maurizio Torreggiani – Le previsioni mostrano come solo nel 2015 l’occupazione arresterà la sua caduta».
Per quanto riguarda l'occupazione, il primo trimestre del 2014 si è chiuso con una crescita dello 0,5% rispetto all’analogo periodo del 2013, che equivale a circa 2mila addetti. Per quanto concerne la movimentazione avvenuta nel Registro delle imprese, nel primo trimestre del 2014 il saldo fra iscrizioni e cessazioni dell’industria in senso stretto è risultato negativo per 445 imprese.
«Se vogliamo che il lento recupero dell’economia diventi vera ripresa – dichiara il presidente di Confindustria Emilia-Romagna Maurizio Marchesini – devono ripartire la domanda interna e gli investimenti: fattori fondamentali su cui puntare».
Per quanto abbia smesso di peggiorare, il credito bancario in Emilia Romagna, secondo l'analisi di Intesa San Paolo, è rimasto in calo, registrando un -3,6% a marzo di quest'anno.
Tutte le province sono rimaste in territorio negativo, con estremi per Parma e Bologna (nell’ordine di -7%), mentre Piacenza, Ravenna e Forlì-Cesena hanno segnato le flessioni più contenute (intorno al -2,5%). Nel mezzo la provincia modenese che registra un -3,6%. Anche per i prestiti alle famiglie tutte le province sono in riduzione, molto limitata nel caso di Parma (-0,5%) e Forlì- Cesena (-0,4%). Forte riduzione, di -2,5%, per Ferrara. Mentre Modena ha registrato un -1,9%. «Il protrarsi della recessione – commenta Adriano Maestri, direttore regionale di Intesa Sanpaolo – continua a pesare sulla qualità del credito. Segni più chiari di ripresa dovrebbero però raffreddare il ritmo di crescita delle sofferenze e fare tornare positiva la dinamica del credito».
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