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«Quell’uomo ha massacrato Roberto»

«Quell’uomo ha massacrato Roberto»

Parla la compagna della vittima: «Vogliamo giustizia». Oggi gli incarichi per effettuare l’autopsia

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«Roberto è stato massacrato, è questa la verità»: lo racconta, distrutta, Antonella Bianchi, la compagna di Roberto Ricchi. Nella sua casa di Marano la notizia degli arresti domiciliari concessi dal Gip a Gabbi, l'uomo accusato dell'omicidio, arriva come una nuova pugnalata al cuore, l'ennesima dopo aver appreso la morte del compagno e averlo poi dovuto spiegare alla loro figlia di 10 anni. «Non chiedo niente - continua - se non giustizia e questa non è giustizia. È stato lui, Gabbi, a volere tutto questo, la strenua difesa sui giornali fin quasi a passare per vittima. Andate a vedere il mio Roberto, ha il corpo massacrato di colpi. Credo che chi va in giro a conciare la gente così sia un pazzo. Ora come farò ad andare avanti solo con mia figlia, che ha dovuto conoscere il nome di Gabbi leggendolo sui giornali, per quello che ha fatto?».

Questo a Marano, mentre a Savignano le reazioni sono opposte. A Formica la madre e la sorella di Gabbi non commentano l'accaduto chiudendosi al citofono in un «non possiamo parlare», hanno disposizione di non riferire con nessuno dell'accaduto, perché dal primo pomeriggio di ieri Franco è tornato a casa, nella stessa palazzina dove vivono le due donne, in via Mincio. Ora è agli arresti domiciliari perché il Gip ha valutato che non c'è pericolo di fuga, su di lui ancora l'accusa d'omicidio. Intanto nella frazione di Savignano e nei locali e punti di ritrovo che Gabbi era solito frequentare in molti lo descrivono come un uomo calmo. «Franco un assassino? Impossibile - spiegano ala stazione di servizio che in passato Gabbi aveva gestito - è una persona buona, chi dice il contrario sta mentendo». «Franco non ha mai fatto torti a nessuno» aggiungono alcuni amici.

Intanto restano tante le questioni da chiarire, come di chi fosse effettivamente il coltello e come sia andata effettivamente. A fornire elementi utili sarà l’autopsia sul corpo di Ricchi; oggi verranno conferiti gli incarichi, ci sarà un consulente per l’accusa e probabilmente due periti di parte per la difesa di Gabbi, che pare intenzionata a chiedere anche una perizia sui lividi riportati dall’indagato.

Ieri i familiari della vittima hanno anche conferito l’incarico per farsi assistere all’avvocato Silvia Silvestri. «Devo ancora leggere le carte - ha detto - comunque vogliamo vederci chiaro. La famiglia è chiusa in un profondo dolore e la compagna mi ha riferito che mai ha visto Ricchi impugnare un’arma, nemmeno un coltello. Ricchi era benvoluto e stimato, non è mai stato coinvolto in episodi di violenza e attenderemo gli esiti dell’autopsia per avere a disposizione ulteriori elementi».

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