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«Scuole, il percorso partecipato è un bluff»

«Scuole, il percorso partecipato è un bluff»

Camposanto. Medie da ricostruire, ma i 5 Stelle criticano: «Su tre proposte solo una è percorribile»

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CAMPOSANTO. Si conclude con una maxi-polemica il percorso partecipato sul futuro delle nuove scuole del paese. Da un lato l’amministrazione, che aveva prospettato tre progetti; dall’altro diversi cittadini, tra cui il consigliere dei 5 Stelle, Francesco Masotina. Il Comune spiega che la realizzazione del nuovo polo scolastico in via Fermi si è scoperta una strada impercorribile, incassando le critiche di alcuni genitori secondo il motto “quando ci ricapitano nove milioni per costruire scuole nuove e sicure”. Fatto sta che le medie sorgeranno sull’area degli edifici demoliti, mentre sull’ex campo da calcio resteranno elementari e asilo con spazi adeguati.

«Le nuove scuole risponderanno nel modo migliore alle esigenze degli studenti e degli insegnanti - scrive il sindaco Baldini - Consentiranno di avere aule con spazi maggiori e non mancheranno né laboratori né la mensa e neppure le aule per alunni disabili, così come spazi per insegnanti e personale Ata. Quanto al nuovo edificio, sarà costruito con tutte le caratteristiche di una scuola all’avanguardia. Le medie non chiuderanno per andare a San Felice».

Ecco poi la difesa sul vicolo cieco intrapreso sugli altri due progetti, che prevedevano la realizzazione del nuovo polo in via Fermi. «Sarebbe stato impossibile acquisire, da privati, terreni nel centro storico con una superficie tale da poter ospitare un nuovo polo scolastico, con la necessità anche di un’altra palestra oltre a quella riqualificata. Per non parlare dell’utilizzo della struttura di quasi duemila metri quadrati che sarebbe comunque rimasta da recuperare, oltre al fatto che con i fondi per la ricostruzione, come abbiamo appreso a percorso già avviato, il Comune può appunto ricostruire, non acquisire terreni».

Masotina ha presentato un’interrogazione e intanto esprime le perplessità. «Era necessario spendere più di 50mila euro per uno studio di fattibilità e un percorso partecipativo che ha coinvolto cittadini, associazioni, commercianti, facendo loro credere che avrebbero potuto scegliere tra tre opzioni urbanistiche e raccontare invece dopo sei mesi che in realtà l’opzione era solo una perché le altre due non erano percorribili? E lo studio di fattibilità a cosa doveva servire esattamente? E non è proprio grazie a questo che si è arrivati a individuare l'area di proprietà privata di via Fermi? Se non è fattibile, non si propone. Se poi l’improponibile opzione risulta la più votata non ti puoi mica giustificare con un “non sapevamo”. In molti si sono sentiti raggirati. Perché le giustificazioni addotte sono sembrate buttate li un tanto al chilo “terreno con vincoli”, “abbiamo risvegliato gli appetiti”, “non possiamo aprire gare tra privati”. Riteniamo vadano sospese le decisioni chiamando la popolazione ad esprimersi in merito».

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