A Parigi per insegnare l’arte del tortellino
Castelfranco. Katia Valentini all’atelier di Laura Zavan grazie a un desiderio espresso su Facebook
CASTELFRANCO. Da Castelfranco a Parigi per insegnare come fare i tortellini. È questa l’avventura di cui è stata e sarà di nuovo protagonista Katia Valentini, 39enne castelfranchese che da qualche anno risiede a San Cesario. Katia, che di professione si occupa di tutt’altro (è addetta al controllo qualità in un’azienda del settore meccanico), fin da bambina è sempre stata appassionata di cucina. Grazie a un semplice desiderio espresso sulla sua bacheca di Facebook, ha potuto avverare il suo sogno di visitare Parigi, di condividere la sua passione (la cucina, appunto) e di ritornare, già dal prossimo autunno, a insegnare sotto la Torre Eiffel l’arte di fare i tortellini. «Tutto è nato per caso - spiega la stessa Katia - ed è stato organizzato nel giro di un solo mese. Occorre premettere che io sono sempre stata appassionata di cucina fin da piccola, forse anche perché mia nonna era una cuoca. Un giorno, all’inizio dello scorso maggio, pubblico sulla mia bacheca di Facebook qualcosa del tipo che mi piacerebbe visitare Parigi, anche perché la mia bisnonna era parigina. In cambio, ho scritto sempre su Facebook, avrei offerto dei tortellini. Ebbene, il mio desiderio si è avverato. Il mio appello, per modo di dire, è stato raccolto da Mauro Bochicchio del Consortium Paris, che organizza eventi nella capitale francese. In pratica, mi è stato proposto di insegnare a fare i tortellini nel centro di Parigi all’atelier di Laura Zavan, ex chef del grande Alain Ducasse, a pochi metri dalla Tour Eiffel. Ero emozionatissima: sono partita il 3 giugno e ho fatto cinque ore di insegnamento nel pomeriggio del 5 giugno. Tutte le persone che hanno partecipato sono rimaste ben impressionate. In Francia, del resto, manca la tradizione della pasta fresca. Per fare in modo di esportare l’autentico tortellino tradizionale, così come viene fatto a Castelfranco, mi sono portata da casa prosciutto crudo di Parma, Parmigiano Reggiano 36 mesi e mortadella Bologna. Ci siamo dovuti solo un po’ arrangiare per tritare la carne del ripieno, dal momento che in Francia ci sono leggi molto rigide in merito, ma alla fine ce l’abbiamo fatta. Chi ha partecipato al corso era entusiasta e l’organizzazione mi ha già richiesto di ripetere l’iniziativa a settembre e probabilmente in altre occasioni. È stata una bella esperienza anche potersi intendere con la cucina senza sapere la lingua: io non parlo francese e chi doveva imparare non sapeva l’italiano. Tuttavia, la lingua comune della buona cucina ci ha unito. Alla fine, tutte le partecipanti al corso hanno portato a casa il loro sacchetto di tortellini e hanno imparato a farli sia in brodo sia alla panna».
Marco Pederzoli
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