Gazzetta di Modena

Modena

fino al 6 luglio

“Gli Esclusi” di Gino Covili 36 opere esposte a Bologna

di Daniele Bondi

BOLOGNA. Si è aperta il 16 maggio scorso e sarà visitabile fino al 6 luglio prossimo. È la mostra intitolata “Gli Esclusi”, allestita presso il Museo della Sanità e dell’Assistenza e Oratorio dei...

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BOLOGNA. Si è aperta il 16 maggio scorso e sarà visitabile fino al 6 luglio prossimo. È la mostra intitolata “Gli Esclusi”, allestita presso il Museo della Sanità e dell’Assistenza e Oratorio dei Battuti che fa parte del Complesso Monumentale di Santa Maria della Vita, in via Clavature 8, a Bologna, a due passi da Piazza Maggiore che presenta una serie di opere del pittore di Pavullo Gino Covili.

Sono esposte infatti ben trentasei opere del ciclo pittorico “Gli Esclusi” di Gino Covili - dopo oltre quaranta anni dalla sua realizzazione - avvenuta in un periodo in cui l’artista pavullese si era preso a cuore il destino dei malati di mente e andava a visitarli regolarmente nelle strutture di Gaiato e Reggio Emilia.

La mostra - che ha già superato quota 34.000 visitatori - è davvero impressionante: colpisce il fruitore non solo esteticamente, ma anche nelle profondità dell’animo, scuotendolo da capo a piedi per la forza espressiva di quelle membra aggrovigliate e di quegli occhi, tormentati e malinconici quanto si vuole, ma altresì illuminati da un chiarore interno che sbalza fuori dalle opere quasi a voler significare la visione di altri mondi forse meno condivisi, ma non per questo meno reali.

D’altra parte, se una “realtà oggettiva” esiste, a noi non è data. Ogni individuo la cataloga secondo le proprie strutture di percezione e pensiero, strutture che variano da persona a persona e rispetto alle quali noi “normali” non facciamo altro che ricercare un continuo, ma inevitabilmente fittizio, accordo convenzionale.

Gino Covili lo aveva capito e le sue opere sono lì a dimostrarlo. Con una potenza esaltata dallo stile ruvido dell’autore che regala al visitatore profonde emozioni. Una pittura che diventa, in qualche modo, sociale, urlo di testimonianza e dolore di una diversità troppo spesso evitata e non compresa dall’altro e che il pittore di Pavullo invece voleva indagare da vicino con sensibilità umana e d artistica. Straordinaria, poi, la cornice: la mostra è allocata in una sede di eccellenza artistica quale il Complesso Monumentale di Santa Maria della Vita, già sede di uno dei più antichi ospedali della città e oggi luogo di culto, di promozione culturale e meta di visitatori al Compianto sul corpo di Cristo Morto di Niccolò dell'Arca, conservato all'interno dell'omonima Chiesa. Intanto sabato, 28 giugno prossimo, presso la casa-museo di Gino Covili a Pavullo, si terrà una iniziativa di discussione e lettura sul tema dei borghi abbandonati.

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