La qualità in scena al Fabbri da Orsini fino a Rigoletto
Nel cartellone non solo prosa. Severgnini prepara qui il suo nuovo spettacolo E Smeraldi annuncia la trasformazione di Villa Leoni in una struttura turistica
VIGNOLA. È una stagione importante, la prossima, per il teatro E. Fabbri. Importante perché l'effetto novità, l'attesa per l'evento della recente inaugurazione potrebbero veder svanire la propria efficacia, il che, associato alle riserve che alcuni hanno presentato sui cartelloni “impegnativi” degli ultimi anni (che noi peraltro giudichiamo di notevole qualità), potrebbe comportare una prima disaffezione da parte di un pubblico che fin qui si è viceversa quasi litigato il posto in platea. In più, si era in attesa di quella che sarebbe stata la posizione rispetto al teatro della nuova amministrazione comunale, dopo lo storico ribaltone vignolese. Che Emilia Romagna Teatro, però, punti molto su questa sala risulta evidente dal programma presentato ieri mattina nel ridotto dello Storchi, alla presenza, oltre che di Ert, del nuovo sindaco vignolese, Mauro Smeraldi, del suo assessore alla Cultura Monica Maisani e del presidente della Fondazione di Vignola Valerio Massimo Manfredi. In cartellone, infatti, si susseguono nomi altisonanti, impegnati in spettacoli di grande spessore, da Umberto Orsini che sarà Ivan nella “Leggenda del grande inquisitore” tratto dai “Fratelli Karamazov” a Gabriele Lavia che dirige la bergmaniana “Sinfonia d'autunno” con Anna Maria Guarnieri, dal “Malato immaginario” con Gioele Dix all'“Amore ai tempi del colera” con Laura Marinoni; ed ancora, Ivano Marescotti, che porterà “La Fondazione” di Raffaello Baldini, gli Attori&Tecnici che proporranno l'“Assassinio sul Nilo” di Agatha Christie, con Viviana Toniolo. Ma, come ha tenuto a sottolineare Gigi Pedroni, coordinatore dei teatri di Ert, la stagione è estremamente articolata e comprende, oltre a prestigiosi spettacoli di danza (da non perdere il teatro d'ombre dei Catapult, affermatisi in “America's Got talent”), l'operetta di Corrado Abbati e, per la prima volta a Vignola, la lirica, con un interessante “Rigoletto”. D'altro canto, il tema della cultura è fondamentale per la Vignola che vorrebbe Smeraldi, che, sottolineando la soddisfazione per il programma elaborato da Ert, ha ribadito quanto centrale veda il Teatro Fabbri per la crescita di un territorio che necessita di un rinnovamento. Il Fabbri è tecnicamente all'avanguardia come pochi altri in Italia, e avrebbe tutte le prerogative per diventare, fra l'altro, sede per l'ospitalità di spettacoli in allestimento, cosa peraltro già avvenuta nel recente passato. Non è un caso, dunque, che quest'anno Beppe Severgnini prepari a Vignola, ove debutterà in anteprima, il suo prossimo spettacolo, “La vita è un viaggio”, benché sotto questo aspetto Vignola debba crescere sicuramente sul piano alberghiero; qualcosa tuttavia sembra si stia muovendo, ha rivelato Smeraldi preannunciando la prossima trasformazione della prestigiosa Villa Leoni, in piazza Contrari, in struttura ricettiva per un turismo che non sia solo quello mordi e fuggi che attualmente frequenta Vignola. Monica Misani ha quindi voluto rimarcare come il Comune voglia impegnarsi sul piano della formazione e dei collegamenti fra scuole e teatro, strategici per la costruzione delle future generazioni, come ha tenuto a sottolineare ancor più Valerio Massimo Manfredi, ricordando il ruolo determinante del teatro per la costruzione della società nel mondo classico, tanto che ad Atene Pericle aveva istituito un sussidio per chi non potesse permettersi di partecipare agli spettacoli teatrali. Nella sua esperienza anche d'insegnante, peraltro, il teatro si è rivelato strumento straordinario per la veicolazione dei contenuti culturali, per cui la Fondazione che ora dirige, nonostante gli oneri finanziari che comportano la gestione e il perenne restauro della Rocca di cui è proprietaria, non può non impegnarsi nel finanziamento delle stagioni del Teatro Fabbri. Sono belle notizie, pensiamo noi, perché troppo spesso di questi tempi si sente parlare di cultura quasi come se fosse un peso inutile, un hobby per chi possa permetterselo. Da oggi al 2 luglio, al Teatro Fabbri i vecchi abbonati potranno far valere la prelazione sui nuovi abbonamenti offerti con molteplici formule (carnet da 3, 5, 8 o 11 spettacoli, con riduzioni per gli under 29 e gli ultrasessantenni). Da settembre, infine, botteghini aperti per tutti gli altri.
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