Lacrime al Parco Ferrari per l’Italia eliminata
Modenesi e sudamericani insieme davanti al maxi-schermo per il match Alla fine grande delusione per gli azzurri e la platea si divide su Prandelli
«Vergogna». Una parola che sintetizza l’incredulità, la delusione, la rabbia dei tifosi azzurri radunati ieri al parco Ferrari. Oltre centocinquanta sostenitori di ogni età hanno seguito con passione al Milly Bar la gara che ha estromesso l’Italia dalla corsa per il Mondiale. «È un po’ colpa delle “prandellate” - ha spiegato Marcello Manziani, un giovane tifoso - il ct ha fatto alcune decisioni sbagliate. Certo, è anche un po’ per colpa dell’arbitro: il rosso su Marchisio non c’era, mentre Suarez andava espulso. Prandelli ha fatto bene a togliere Balotelli: era molto nervoso. Secondo me deve comunque continuare lui». Il commissario tecnico, che ieri ha rassegnato le sue dimissioni irrevocabili, è stato nel mirino delle critiche del post-gara. «Se avesse portato “Pepito” Rossi - ha aggiunto Marco - saremmo arrivati primi con nove punti e lui avrebbe fatto sei gol. Forse è meglio l’allenatore giramondo Bora Milutinovic». «Vogliamo Totti allenatore-giocatore - ha detto Stefania - ed è necessario che tutti i giocatori imparino l’inno». «Meglio il “Va pensiero” - ha ribadito Marco - e poi occorre dire basta agli oriundi». C’è anche qualcuno che cerca di sdrammatizzare: «Non sono questi i drammi della vita, il problema è che non c’è lavoro». Oppure: «ora cosa facciamo che non gioca più l’Italia?». «Senza l’espulsione - ha ribadito Michael - sarebbe finita zero a zero». Pensare che il pomeriggio sportivo si era aperto con grandi speranze. «Vinciamo due a uno», ha spiegato un tifoso. «Ho la maglia del Brasile - ha ribadito un’altra - ma tifo assolutamente Italia». C’erano guance con tricolori dipinti e cappelli con corna a tinte verdi, bianche e rosse. Il tempo degli inni, in cui i supporter azzurri invitavano i giocatori (Pirlo in primis) a cantare sulle note di Mameli, poi si parte. Il centrocampista della Juve ha impegnato Muslera su punizione dopo undici minuti: primo sussulto nella “curva” del Ferrari. Balotelli ha infiammato i tifosi con un paio di giocate e un intervento da giallo che ha suscitato risate e rabbia insieme. L’Italia ha iniziato a calare il ritmo e l’Uruguay si è reso pericoloso con Suarez, neutralizzato da Buffon. Fine primo tempo, pessimismo in aumento. «Se continuiamo così, perdiamo», era un sentire comune. «La vedo dura - ha pronosticato Lorenzo - ma se passiamo il turno allora vinciamo il Mondiale». «Speriamo che vinca l’Italia - ha aggiunto David Cañon, supporter di Bogotà - tifo Colombia e affrontare questi azzurri è più facile di affrontare l’Uruguay». C’erano anche altri supporter dal Sudamerica. «Un match “aburrido” - ha detto Antonio di Caracas - davvero noioso. Secondo me si va verso uno zero a zero». «Vince l’Italia uno a zero - ha chiosato Arcadio, tifoso giunto ieri da Miami - anche se è davvero una gara noiosa». La ripresa si è aperta con un sussulto: fuori un nervoso Balotelli, dentro Parolo. Tanti i dubbi tra i supporter. Il tifo sudamericano ha iniziato a salire quando Rodriguez non ha trovato la porta a tu per tu con Buffon. La voce ai sostenitori azzurri è subito tornata, ma è stato un urlo di protesta contro l’espulsione di Marchisio. «Neanche da giallo», «impossibile», «vergogna»: i commenti più caldi. Il numero uno della nazionale ha strappato applausi per una parata su Suarez, mentre i dubbi dei tifosi sono aumentati per gli ingressi in campo di Cassano e Thiago Motta. Nuove proteste per il morso dell’attaccante del Liverpool su Chiellini. Risate ironiche, stupore e rabbia verso quella che è apparsa un’ingiustizia. Poco dopo la rete di Godin ha raggelato l’atmosfera, provocando un’esultanza composta di alcuni supporter latino-americani. Ancora applausi per gli azzurri con il nuovo calcio d’inizio, ma l’entusiasmo andava scemando. Il forcing finale non ha prodotto risultato, né con un assist di Cassano per Thiago Motta né con un suggerimento per Darmian, che ha cercato l’aggancio anziché il tiro al volo. I tifosi hanno sorriso quando Buffon è andato in attacco, ma è stato un riso amaro, reso ancora più aspro dal fischio finale. «Adesso è necessaria una rivoluzione - ha concluso Marcello - occorre cambiare tutto».
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