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lo scenario

Meno servizi negli istituti e crescono gli abbandoni

«Tutto quello che sta avvenendo non fa altro che aumentare il rischio di dispersione scolastica: oltre alla questione del tempo pieno, da tre anni alle scuole medie non esiste più il tempo prolungato...

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«Tutto quello che sta avvenendo non fa altro che aumentare il rischio di dispersione scolastica: oltre alla questione del tempo pieno, da tre anni alle scuole medie non esiste più il tempo prolungato e nei primi anni delle superiori sono aumentate in modo drastico le bocciature e i rimandati. Non è un caso se solo Piacenza, in regione, fa peggio di noi nella speciale classifica dell’abbandono scolastico».

Parole di Beppe Stefani, punto di riferimento delle associazioni di genitori che ieri mattina ha supportato la protesta sulle mancate assegnazioni di insegnanti per il tempo pieno in provincia di Modena.

Un alunno su due, nel passaggio dalle scuole medie alle superiori, butta la spugna e sbatte la faccia contro gli insuccessi.

Dopo il rimando o la bocciatura del primo anno di frequenza quasi un terzo se ne va per sempre.

Il termine burocratico è quello di "dispersione scolastica" e fotografa una realtà in cui, al di fuori delle aule, per gli adolescenti c'è solo il nulla. Se venti anni fa i genitori risolvevano di mandare a lavorare i figli con poca voglia di studiare, oggi non c'è più neanche quella prospettiva e per chi volta le spalle alla scuola c'è solo la strada, il gruppetto di amici che ciondola davanti ai bar, alla sala giochi o nei parchi con la buona stagione. I più fortunati passano di lavoretto in lavoretto per pagarsi le spese quotidiane.

Il caso modenese è grave: il periodico specializzato “Tutto scuola” mette la nostra provincia al di sopra della media nazionale della dispersione dopo le medie.

Lavorando sui dati diffusi dai siti specializzati e dalla Provincia si scopre che dei 7.200 studenti che hanno iniziato le superiori nel 2009 sono arrivati in fondo senza bocciature poco meno di 5 mila. Gli altri si sono persi per strada. «Eppure - osservano i genitori - all'esame di terza media i bocciati non arrivano neanche al 2% e tre ragazzi su quattro hanno voti di media promozione tra il 7 e il 10. Che succede alle superiori?».

Il fatto è che l'obbligo scolastico si allungato sino a 16 anni e che quelli che una volta sarebbero rimasti a casa ora vengono comunque iscritti, quasi sempre agli istituti tecnici dove puntualmente si registrano percentuali apocalittiche di bocciature e rimandi. E chi non può spendere soldi per le lezioni di ripetizione deve dire addio alla scuola.

«Oggi più che mai - chiude Stefano - il problema è evidente. Fino ad oggi le insegnanti e il mondo scolastico hanno fatto miracoli e noi magari non ce ne siamo accorti. Ma quando la coperta comincia ad essere troppo corta davvero si fa fatica a trovare soluzioni».

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