Cognento, l'aggressione al parroco: «Quella donna era indemoniata» - GUARDA IL VIDEO
Parlano le dipendenti della trattoria accorse in canonica: «Forza sovrumana, colpiva e bloccava tutti»
«Quella donna era una furia scatenata. Teneva un piede contro la porta e impediva a quelli che erano fuori di passare. Io restavo schiacciata da lei che con una mano mi aveva preso i capelli e con l’altra teneva in un angolo don Franco. Sono stati momenti terribili, interminabili. Avevo paura di non riuscire a tornare a casa».
Natasha Borta parla ancora con voce tremante. A due giorni dall’aggressione al parroco di Cognento don Franco Malagoli, il ricordo della lotta nella stanza della canonica è ancora vivido nei suoi occhi. La voce le trema quando ripercorre le fasi in cui lei, assieme a una collega e alla titolare dell’Antica Osteria San Geminiano, sono accorse per aiutare il sacerdote.
«Sentivamo delle grida ma all’inizio pensavamo che fossero le solite proteste di sbandati o di nomadi che protestavano per le elemosine che non gli bastano mai. Poi abbiamo capito che stava succedendo qualcosa di grave e siamo corse verso la canonica». Aurora Montanari prova a mettere in fila i fatti ma è visibilmente scossa. Anche se sono passate ventiquattr’ore dall’aggressione non riesce a spiegarsi come mai la donna che aveva occupato la stanza del parroco riusciva a tenere fuori tre persone che spingevano per entrare.
«Aveva una forza bestiale - continua - Era un’indemoniata: pensi che aveva solo le calze e riusciva a tener fuori tutti noi che spingevamo sulla porta per entrare. Non ho dubbi, quella era una forza mai vista prima. Pensi che quattro poliziotti hanno fatica ad ammanettarla e a metterla, lei che aveva le braccia bloccate dietro, sopra l’ambulanza».
«Sì, era un’indemoniata - continua tutto d’un fiato Natasha - Mentre mi teneva con la testa a terra lei mi diceva con voce da uomo e la bava alla bocca di portarle mio figlio. Aveva gli occhi completamente bianchi, il colore non si vedeva più. Folliia? Crisi epilettica? No, assolutamente. Io vengo dalla Moldavia e per qualche anno ho fatto la badante: ho visto persone con problemi nervosi ma nessuno in condizioni neanche paragonabili a quella donna». Le testimonianze sono precise, taglienti, e aggiungono dettagli anche sulla disperazione del padre della donna e del futuro marito.
«Mi dicevano che lei era appena tornata da Medjugorie - aggiunge la Montanari - Ma quello che ho visto aveva poco a che fare con i pellegrinaggi».
Anna Buciak, la terza delle donne che sono arrivate a salvare don Franco dal pestaggio, non ha dubbi. «Fino a ieri - dice con gli occhi lucidi - io non ero credente, non credevo a nessuna religione. Ieri ho visto cos’è il male quando quella donna così piccola ha buttato dalla parte opposta della stanza don Franco con una mano sola. Non vedo l’ora d’incontrare il sacerdote».
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